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Il Sole 24 Ore

Dal Nasdaq ai prodotti della Puglia ... La storia. Il percorso compiuto da Claudio Quarta, da manager e finanziere internazionale a imprenditore vitivinicolo... Claudio Quarta, da biologo ricercatore a manager, finanziere internazionale e infine imprenditore vitivinicolo. Noto per aver quotato nel 2000 la prima società di biotecnologia, Biosearch Italia, alla Borsa valori italiana e successivamente - nel marzo del 2003 - anche al Nasdaq, con il nome di Vicuron.

Nel 2004, dopo aver costituito tutta la rete commerciale di Vicuron in Usa, lascia e nel 2005 vende alla Pfizer.
Rientra in Italia, un ritorno alla terra di origine - la Puglia -, per realizzare un suo progetto vitivinicolo e diventare viticoltore. Un progetto che lui definisce «a grappolo» e dove la società capofila, Magistravini, come il raspo di un grappolo trasferisce la linfa vitale ai chicchi-cantine. Si deve produrre un vino di gusto e carattere, ottenuto da vitigni autoctoni, legati alla tipicità del territorio. Ogni cantina deve fornire una certa quantità divino rappresentativo del proprio territorio, per dare a tutto il gruppo la capacità di offrire al mercato vini “autentici” che consentano a Magistravini di essere leader a livello mondiale, con una forza commerciale idonea ad affrontare la globalizzazione dei mercati.
Oggi le cantine produttrici sono due: “Emera” a Guagnano nel Salento e “Sanpaolo” in Campania. Una terza - Casino Nitti, nel Tarantino è in dirittura d’arrivo. Emera si caratterizza per i rossi di corpo e di struttura, come Negramaro e Primitivo; Sanpaolo per i bianchi fruttati, quali Falanghina, Greco di Tufo e Fiano di Avellino.
Per ultimo l’acquisto di una terza cantina che sarà produttiva nel 2009, vicino a Pulsano nel Tarantino, per un totale di 70 ettari, di cui 48 ettari di vigneto. Si tratta di una tenuta storica appartenuta al presidente del Consiglio Francesco Saverio Nitti. Oltre alla produzione di vino, con la ristrutturazione del vecchio casale si potrà realizzare una migliore promozione del territorio con le proprie peculiarità per fare conoscere meglio il made in Italy. Finora gli investimenti complessivi hanno raggiunto i sei milioni di euro coinvolgendo anche soci locali.

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