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Il Sole 24 Ore

“Vino, nessun rischio sanitario” ... Agroindustria. L’Italia risponde alle richieste di chiarimento della Ue: è solo un caso di adulterazione con acqua e zucchero. Al Vinitaly di Verona i produttori preoccupati: enorme il danno d’immagine... Contrordine. Nel vino italiano non c’è veleno, al massimo si tratta di vino annacquato e zuccherato. A dirlo sono i ministeri delle Politiche agricole e della Salute che, con un comunicato diramato congiuntamente ieri sera, hanno risposto alle questioni sollevate dalla Commissione dell’Unione europea. E indirettamente anche ai produttori di vino presenti al Vinitaly di Verona, avviliti dalle notizie dello scandalo del vino sofisticato pubblicato dal settimanale “L’Espresso”.
Che tuttavia conferma i contenuti dell’inchiesta giornalistica. Dopo gli esami svolti sul vino sequestrato negli stabilimenti di Veronella e di Massafra - nota il settimanale - le procure di Verona e Taranto hanno contestato il reato di adulterazione di sostanze alimentari (art 440) che punisce “chiunque corrompe o adultera sostanze destinate all’alimentazione rendendole pericolose alla salute pubblica. Non si tratta quindi di una truffa innocua con acqua e zucchero. Inoltre i vini prodotti dagli impianti incriminati sono rimasti in commercio - continua il giornale - ed è sorprendente notare come, nonostante gli esami abbiano accertato da settimane la pericolosità di questi prodotti, soltanto ieri la procura di Taranto abbia disposto il sequestro dei campioni di vino in quindici aziende di tutta Italia che si erano rifornite presso gli impianti sequestrati”.
La risposta nella serata di ieri dei ministri Paolo De Castro e Livia Turco ha richiesto tempo, in attesa che l’Icq (l’Istituto controllo qualità che ha sostituito la vecchia Repressione frodi) completasse le analisi in corso sui campioni di vino sequestrato. Qualcosa come 700mila ettolitri, una quantità enorme (1,3 per cento della produzione totale). Le assicurazioni ufficiali sono però arrivate troppo tardi per potere dare tranquillità all’immagine dei vignaioli presenti a questo Vinitaly dei record con 4.300 espositori giunti da 30 Paesi (10 in più rispetto all’edizione precedente). Quel che è certo è che le due notizie che in questi giorni si sono accavallate (vino adulterato e Brunello prodotto con l’aggiunta di altri vitigni diversi dal Sangiovese) hanno pesato enormemente sugli umori degli operatori. Un motivo per cui Veronafiere ha dato mandato ai propri legali di promuovere ogni azione volta a tutela della reputazione del marchio Vinitaly, al fine di evitare “strumentalizzazione attraverso l’uso improprio del marchio a fini di titolazione giornalistica”.
Il timore che certi fantasmi del passato possano tornare non ha dato pace, proprio ora che l’immagine del vino italiano nel mondo è al massimo. Come peraltro l’appuntamento veronese conferma con l’arrivo di diverse centinaia di buyer da 110 Paesi. Ce n’era abbastanza per dare fiducia. Invece è accaduto che al cronista che chiede, i produttori non solo non
hanno saputo dare risposte, ma a loro volta formulavano domande. “Perchè proprio ora?”, s’è chiesto il presidente dell’Unione italiana vini Andrea Sartori. “Del vino sequestrato alla cantina di Veronella - ha aggiunto - si sapeva praticamente tutto da molti mesi, ma solo ora la stampa ne ha parlato. Perchè? A chi giova?”.
“Che ci siano degli imbroglioni in giro è quasi normale - sostiene Adriano Delpezzo, presidente della Cdc di Trento, ieri al Vinitaly per dare il proprio sostegno ai vignaioli trentini - quello che mi piacerebbe capire è a chi questi farabutti intendevano consegnare il vino adulterato. Forse la distribuzione potrebbe aiutare a capire meglio”.
In realtà ieri qualche nome di catena commerciale qui al Vinitaly è stato fatto. Si parla di un marchio discount che ha diffusione in tutto il Triveneto. Ma su questo le autorità non si sbilanciano. E non lo fa nemmeno Riccardo Francioni della direzione di Federdistribuzione, che invece chiede: “Ma come si fa a dare una notizia che mi sembra faccia acqua da molte parti: non sappiamo chi sono i produttori, non sappiamo quanto vino è realmente sofisticato, non sappiamo dove si trova. Mi attendo che qualcuno ora dia delle risposte serie”.
Ma qualunque sia la risposta, di una cosa i vignaioli d’Italia sono sicuri: il vino adulterato e il problema Brunello non hanno nulla da spartire. “Guai ad accostarli - sentenzia Piero Mastroberardino, presidente di Federvini - la sofisticazione è un atto criminale che va punito, e basta. Gli autori non appartengono al mondo del vino. Siamo noi produttori i primi a chiedere a chi di dovere di perseguirli con tutte le leggi a disposizione. Nell’altro caso, quello del Brunello, è bene che la magistratura faccia i controlli che ritiene necessari, ma è anche bene che si sappia che sulla base delle cose ascoltate potremmo trovarci al massimo di fronte a una violazione dei disciplinari di produzione”.

La classificazione in Italia - La bottiglia della qualità - Dati 2007
Totale: 40 milioni di ettolitri
Doc e Docg - 32%
Igt - 27%
Vini da tavola - 41%

Il numero dei vini
Docg - 36
Igt - 118
Doc - 316

L’export nel mondo
Paese - Valori 2007 - Var % 06-07 - Volumi 2007 - Var % 06-07
Unione europea: 1.829,49 - 7,1 - 13.358 - -2,2
Est Europa: 63,73 - 47,3 - 267 - 19,4
Altri Paesi europei: 258,63 - 10,5 - 746 - 3,7
Altri Paesi africani: 5,07 - 17,4 - 244 - 14,6
Nord America: 1.020,90 - 2,6 - 3.103 - 6,9
Sud America: 45,97 - 14,6 - 189 - 16,8
Medio Oriente: 7,1 - 9,7 - 19 - 1,8
Asia: 152,94 - 14,0 - 464 - 5,7
Oceania: 23,38 - 23,2 - 78 - 18,8
Mondo 3.412,88 - 7,0 - 18.260 - 0,2
Fonte: Assoenologi

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