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Il Sole 24 Ore

A Taranto tre le persone indagate … Il procuratore Petrucci fa il punto dell’inchiesta: non risultano additivi… Nessun “intruglio” fatto di fertilizzanti, concimi, acidi, zucchero e, solo per un terzo anche di vino, nelle due cisterne sequestrate dalla magistratura tarantina a fine gennaio negli stabilimenti vinicoli Vmc ed Enoagri Export di Massafra. In quei mosti sequestrati “nessuna sostanza cancerogena è stata riscontrata fino a questo momento” - spiega il procuratore capo della Repubblica di Taranto, Aldo Petrucci.

Si ridimensiona almeno in parte il caso delle due aziende vinicole di via Chiatona (separate da un muro di recinzione ai numeri civici 31 e 33) che - secondo il settimanale “L’Espresso” - erano al centro di loschi traffici per la preparazione di un cocktail fatto di concimi, acidi e zucchero destinato poi alle cantine di altre 6 regioni, cocktail preparato anche grazie al laboratorio chimico interno della Vmc.

La magistratura del capoluogo ionico ha corretto tutta la linea: le tre persone sinora coinvolte - Gaetano Guacci, amministratore della Vmc, Giovanni Caramia, legale rappresentante della Enoagri Export srl e suo padre, Donato Caramia, che ha dato in locazione i due stabilimenti alle due aziende - sono indagate per adulterazione di sostanze alimentari e non più per frode in commercio.
“Non capisco - aggiunge il procuratore, riferendosi alle notizie sui traffici di vino avvelenato - come si faccia a dare anticipazioni giornalistiche destituite di fondamento e che creano allarmismi. Le nuove analisi - conclude Petrucci - ci consentiranno di verificare se al mosto fermentato sono stati aggiunti additivi da parte delle aziende acquirenti”.

Su questo il collegio difensivo degli indagati è netto: in quelle due cisterne solo vino, acqua e zucchero, dunque vino adulterato, non avvelenato o cocktail criminale per altri vini.
Ed infatti il 27 marzo, dopo che le indagini di laboratorio avevano accertato la presenza nel mosto di acqua, zucchero e saccarosio, il gip Pio Guarna, su richiesta del pm Luca Buccheri, dispose il sequestro preventivo dei due stabilimenti, la cui attività è tuttora paralizzata, e l’ipotesi di reato venne modificata da frode in commercio ad adulterazione di sostanze alimentari.

Dunque né sostanze nocive, né prestanome o intrecci con la Sacra Corona Unita, né associazione a delinquere. “Tutte notizie false”, dice la difesa che annuncia querele per il settimanale.

A Massafra l’inchiesta è arrivata partendo dai controlli effettuati in una cantina di Veronella (nel Veronese). Intanto proseguono gli accertamenti documentali che gli uomini del Corpo forestale dello Stato di Taranto stanno effettuando per ricostruire tutta la rete commerciale delle due aziende.

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