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Il Sole 24 Ore

Una cabina di regia con il Governo per coordinare e razionalizzare il sistema fieristico nazionale. Revisione della fiscalità, gestione flessibile dei finanziamenti e snellimento burocratico delle norme di sicurezza.
Sono questi i punti cardine che dovranno caratterizzare il mandato di Giandomenico Auricchio alla presidenza di Cfi, il Comitato fiere e industria di Confindustria che rappresenta 35 organizzatori di manifestazioni titolari di 83 marchi.
Auricchio, 51 anni è stato nominato al vertice di Cfi il 5 giugno, quando è subentrato a Gaetano Marzotto. Tra i primi passi compiuti dal nuovo presidente l’adesione all’Ufi (Union des foires internationales), e l’incontro con ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scaiola. “Abbiamo chiesto - chiarisce Auricchio - la creazione di una cabina di regia gestita a livello centrale e in grado di coordinare le politiche fieristiche regionali”. L’obiettivo di Cfi è limitare sovrapposizioni e doppioni a livello di sistema, sia per quanto riguarda il calendario delle manifestazioni, “sia in merito alle missioni promozionali all’estero. Ma - sottolinea Auricchio - la cabina di regia, la cui necessità è stata recepita dal ministro, non deve essere vista come una limitazione alle competenze delle singole regioni, che devono
mantenere la loro autonomia, quanto piuttosto come uno strumento per incrementare l’efficacia strategica delle fiere per le imprese italiane”.
Nel corso del 2007 le manifestazioni nazionali e internazionali, secondo i dati elaboratori da Cermes-Bocconi, hanno coinvolto poco meno di 100mila espositori (+10% rispetto al 2006), di cui 26mila aziende estere (+32,7% sul 2006). In questo contesto il peso delle fiere gestite da associati Cfi è stato rispettivamente del 37,6 e del 40,5 percento. Il numero di visitatori totali richiamati dalle manifestazioni fieristiche si è attestato sui 24milioni (-8,6% sull’anno precedente), di cui 87mila stranieri (-8,4%). Sul calo incidono, però, alcuni appuntamenti biennali e triennali svoltisi nel 2006.
Sul 2008 l’analisi si limita alla sola quota Cfi, con le stime realizzate dal Comitato, che evidenziano un trend di crescita significativo: nei primi sette mesi le manifestazioni che fanno capo agli associati hanno richiamato poco meno di 2 milioni di visitatori (il 27% provenienti da paesi stranieri), con un incremento del 32% rispetto allo stesso periodo del 2007.
“Queste cifre - sostiene Giandomenico Auricchio - fanno capire il ruolo strategico delle fiere per la promozione dei prodotti italiani. Resta valida la formula che dietro a un settore di successo ci sono manifestazioni di portata internazionale. Cito un esempio legato al prossimo salone nautico di Genova: su 914 grandi yacht venduti nel mondo, oltre il 50% viene realizzato in Italia”, Il peso del sistema fìeristico si misura anche con l’indotto sul territorio: “Le stime Cermes-Bocconi - spiega il presidente di Cfi - dicono che le ricadute sono circa dieci volte il fatturato della
manifestazione”. Per un polo fieristico come quello di Milano, con un giro d’affari di circa 200 milioni di euro l’indotto raggiunge i 2 miliardi.
A fronte di queste cifre, però, non mancano i paradossi. “Uno di questi - sottolinea Auricchio - riguarda l’equiparazione delle fiere agli spettacoli, una scelta che comporta per le manifestazioni una fiscalità e un livello di burocrazia complessi e da rivedere”. Più in generale, però, il sistema fieristico denuncia l’esigenza di una maggiore “flessibilità da parte dei meccanismi legati alla promozione e alle manifestazioni”.
Un aspetto, spiega il presidente di Cfì, “che riguarda in particolare le procedure di finanziamento delle missioni all’estero, che hanno tempistiche che mal si conciliano con le esigenze di rapidità delle azioni da mettere in campo. E uno snellimento è necessario anche per quanto concerne gli adempimenti burocratici legati alla sicurezza. Non chiediamo di bypassare le norme, ma di distinguere, come avviene negli altri Paesi europei, tra l’allestimento di uno stand e i cantieri delle grandi infrastrutture”.

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