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Il Sole 24 Ore

Il binomio arte e botti ... Arte e vino convivono nel Dna della famiglia Perusini, proprietaria dall’inizio del secolo scorso dell’omonima azienda agricola a Gramogliano di Corno di Rosazzo (Udine).
Storica dell’arte e docente all’Università di Venezia è l’attuale titolare Teresa Perusini, così come lo era pure lo zio Giampaolo. Il padre Gaetano insegnava arti e tradizioni popolari all’Università di Trieste, mentre pittrice e scrittrice era la nonna Giuseppina, che ha rilanciato i vini friulani in Italia e all’estero, dopo aver preso le redini dell’azienda alla morte del marito Giacomo, il capostipite, viticoltore e ampelografo, al quale si deve la riscoperta del Picolit nella formula moderna.
Ed è ancora un intreccio tra arte e vino la cantina: l’unica cantina-torre al mondo, frutto di un progetto cofinanziato dal Miur, al quale ha lavorato un pool di ricerca dell’Università di Venezia, guidato dall’architetto Romano Burelli. La cantina-torre - nei Colli Orientali - è una costruzione di tre piani, con pareti inclinate come gli antichi bastioni, e realizzata con materiali innovativi.
“È un prototipo ricco di simbolismi - dice Teresa Perusini -. A cominciare dal pendolo che attraversa la torre e che termina con una grande sfera la quale, oscillando sul pavimento, misura la rotazione della terra”. All’interno della sfera, una scultura di Giampietro Carlesso mentre alle pareti si trovano pitture murali del polacco Leon Tarasewicz. Il progetto è stato realizzato con un investimento della famiglia di circa 100mila euro e il contributo di quattro sponsor privati che hanno messo tecnologie e materiali. L’azienda produce annualmente - tra rossi e bianchi, tra i quali Merlot, Pinot e ovviamente Picolit -70mila bottiglie.
Ci sono voluti invece due milioni di euro per realizzare la nuova sede del l’azienda agricola Pitars -Cantina San Martino di San Martino al Tagliamento (Pordenone), fondata da Angelo Pittare - che ha proseguito nell’attività del padre Romano - e ora gestita dai figli Bruno, Loris, Mauro e Paolo.
L’edificio, firmato da Gruppo Polo - Le Ville Plus, è un esempio di eccellenza sul fronte della bioarchitettura, bioedilizia e bioclimatica.
“L’idea è nata per caso - racconta Mauro Pittaro -. Avevo un vecchio granaio da ristrutturare e cercavo qualcuno che mi fornisse un progetto “chiavi in mano”. Ho così realizzato casa mia e, poi, abbiamo deciso di fare la cantina”. La costruzione, inaugurata nel 2007, è tutta in legno lamellare e sfrutta un sistema di climatizzazione differenziata a seconda degli ambienti, gestito - come anche il riscaldamento e l’illuminazione - da sofisticate tecnologie domotiche.
La Pitars produce ogni anno 50omila bottiglie con l’obiettivo di arrivare a un milione nel giro di due anni. Tra i vini prodotti, Cabernet, Refosco e Ramandolo.

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