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Il Sole 24 Ore

Confagricoltura si allea con il Conad ... Consumi. Forniture dirette di prodotti freschi - Contatti con Esselunga e Coop... Un accordo per avvicinare il mondo della produzione agricola alla distribuzione moderna. Lo hanno siglato a Padova il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni e il direttore generale di Conad, Francesco Pugliese. Un primo passo per accorciare le distanze tra i due anelli della filiera, troppo spesso in competizione, e garantire soddisfacenti margini di redditività sia alla Gdo che agli agricoltori. Con l’impegno a tutelare anche il potere d’acquisto dei consumatori. “L’obiettivo ha spiegato Vecchioni è di garantire forniture di prodotti agricoli freschi e di qualità, con le caratteristiche e gli standard richiesti dalla grande distribuzione. Per semplificare il percorso stiamo sperimentando gruppi di acquisto mentre per aumentare il valore della materia prima stiamo pensando a trasferire a monte del processo produttivo molte delle fasi di lavorazione come la prima trasformazione e il confezionamento dei prodotti”. Per Vecchioni, ovviamente, ognuno deve conservare il proprio core business e, dunque, non c’è l’ambizione di sconfinare in territorio industriale: “Ma ciò non toglie che determinate fasi di lavorazioni del prodotto possano essere svolte dalle imprese agricole e dalle loro strutture consortili e associative. Stiamo lavorando per favorire incontri tra i vari attori della filiera agroalimentare anche al fine di portare benefici ai consumatori”. Conad, con poco meno di 3mila punti vendita e un fatturato che viaggia verso i 10 miliardi di euro, riunisce le insegne Margherita (leader nel servizio di prossimità), Conad (supermercati e superstore) e E.Leclerc Conad (ipermercati). Secondo Francesco Pugliese, direttore generale del gruppo distributivo, “la realtà non concede spazio alle nostalgie: il consumo passerà sempre di più attraverso la distribuzione organizzata”. Per questo Pugliese ha bocciato anche i farmer market. “Si parla tanto di filiere corte ha spiegato e di mercatini agricoli, ma il futuro del settore agroalimentare e le attese dei consumatori vanno in altra direzione. Insieme a Confagricoltura vogliamo sviluppare filiere lunghe di qualità, portando, per esempio a Parma le eccellenze agricole del Sud e viceversa”. Insomma, l’agricoltura prova a ricucire i rapporti con la Gdo, l’unico anello della catena del valore a non perdere posizioni negli ultimi anni. Anzi, la distribuzione moderna è cresciuta a tal punto da rappresentare spesso il vero king maker del mercato, fissando listini e regole del gioco. “L’agricoltura vuole contare di più ha sottolineato Vecchioni . Nel 2009 soci di Confagricoltura daranno lavoro per un totale di 2o milioni di giornate, il 66% del lavoro dipendente del settore: più produzione e più lavoro significano ricchezza per tutti. Per questo chiediamo alla politica regole certe e di ampio respiro senza lasciarsi sedurre da una visione bucolica e arretrata dell’agricoltura”. In questo scenario l’accordo con Conad è solo il primo passo. A fine novembre, infatti, 40 aziende agricole incontreranno il patron di Esselunga, Bernardo Caprotti e, subito dopo, i vertici di Coop Italia.

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