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Il Sole 24 Ore

Maxi-stand per esibire il meglio dell’Italia ... Con uno dei padiglioni espositivi più grandi, quasi 7mila metri quadrati, il nostro Paese si candida a mostrare il meglio del Made in Italy nell’Expo internazionale di Shanghai. “Il 2010 - ha spiegato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Adolfo Urso fino a ieri in Cina - dovrebbe essere l’anno della ripresa, una ragione in più per una staffetta tra Shanghai e Milano 2015 visti anche i temi comuni: qualità della vita, sviluppo e ambiente”.

Urso ha visitato ieri la metropoli cinese per inaugurare la fiera alimentare Food Hospitality China dove sono presenti 120 imprese agroalimentari italiane. “Un’occasione - ha precisato il presidente dell’Ice, Umberto Vattani - per far conoscere in questo mercato i nostri prodotti di qualità”.
Sempre ieri a Shanghai sono state aperte le buste per la gara internazionale per la costruzione del padiglione italiano. Tra le sette imprese selezionate si è aggiudicato il bando la Jangsu Nantong con 15mila dipendenti e 3mila tecnici. “Spetterà a loro - ha osservato il commissario italiano per l’Expo, Beniamino Quintieri - realizzare il padiglione che costerà 8,2 milioni di euro al netto dei materiali forniti da società italiane”. Anche la Simest giocherà un ruolo nell’Expo sostenendo le commesse più grandi e le subforniture. L’amministratore delegato di Simest, Massimo D’Aiuto, ha chiarito che la società opererà sia a favore di attività continuative in Cina sia con il sostegno alle esportazioni di beni strumentali, un settore che tira molto e che nell’“export credit” ha fatto registrare nel 2008 un vero boom passando dai 2,8 miliardi di euro del 2007 a 6 miliardi.

Ma la visita di Urso in Cina è stata finalizzata anche ai lavori della commissione mista. Con il viceministro cinese del commercio, Yi Xiaozhun, Urso ha preso atto del buon andamento dell’interscambio tra i due Paesi nonostante la crisi finanziaria. Si è registrato un aumento del 28% nei primi otto mesi del 2008. L’impegno è di portare da 38 a 70 miliardi di euro l’interscambio nel 2010. Nel settore tessile i due viceministri hanno firmato un accordo che prevede iniziative congiunte su ricerca e design. “Le nostre aziende tessili - tiene a precisare Urso - hanno capito che i loro segmenti di mercato sono diversi da quelle cinesi e si può quindi cooperare insieme con reciproco vantaggio”. Accordo anche nel settore audiovisivo tra Rai International e televisione pubblica cinese CCTV per produrre programmi in cinese nei canali Eutelsat per i 16 milioni di cinesi in Europa e programmi in cinese sul made in Italy da veicolare sul territorio cinese.

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