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Il Sole 24 Ore

Vini di alta qualità alla prova dei prezzi ... Non è detto che per bere un Signor Vino bisogna spendere cifre inebrianti. Né è vero che l’unico indicatore per capire la qualità del vino è il prezzo. Ci sono bottiglie che costano cifre modiche, meno di 8 euro la bottiglia, e hanno un contenuto pregiato. E questo il tema del libro “Il vino” curato da Davide Paolini e pubblicato dal Sole 24 Ore nella collana “Il low cost di qualità, le guide per spendere meglio”, libro che sarà in distribuzione domani con il giornale al prezzo di 4,90 euro (in aggiunta al prezzo del Sole 24 Ore del Lunedì). E l’ultima guida low cost di dieci: le precedenti hanno riguardato la spesa, il risparmio, la casa, l’auto, il turismo, gli aerei, l’energia, il fisco e i ristoranti. Ci sono ottimi prodotti il cui prezzo non dà capogiro.
Davide Paolini ne ha censiti circa 170, con prezzi a bottiglia fino a meno di 4euro. Dopotutto, il solo costo del vino rappresenta in genere un quinto del prezzo finale, e il resto è rappresentato da tasse, costi di gestione, sughero e vetro e soprattutto (un terzo del costo totale) i margini di guadagno fino al negozio. Si stima che su 3,6 miliardi di bottiglie bevute ogni anno, 2,9 miliardi di orientino nella fascia medio-bassa di prezzo compresa tra i 2 e i 10 euro. La prima regola che suggerisce la guida sul “low cost di qualità” è partire dal vitigno gradito, dalla zona di produzione: solamente a quel punto si mettono a confronto prezzi, marchi ed etichette. La seconda regola proposta da Paolini nella guida del Sole 24 Ore è: per avere un prodotto di qualità superiore bisogna non scendere sotto un prezzo minimo, che si potrebbe collocare ai 3 euro. Sotto questa cifra ci sono prodotti dignitosissimi, ma sono difficili da individuare tra i vini più corrivi.
Sotto un certo prezzo, l’etichetta non basta più a distinguere il prodotto decente: spesso vinacci mediocri simulano i prodotti di pregio e sulla descrizione incollata sul retro della bottiglia ricorrono a frasi evocative di grande effetto ma di poca sostanza. Tra i prodotti di qualità alta, spesso molto alta, e di prezzo sobrio ci sono alcuni marchi ben noti. E il caso (qui si citano in via indicativa alcuni dei nomi di cui parla la guida) di alcuni prodotti Gancia o Fontanafredda, Berlucchi, La Versa o Negri, Cavit, Angoris, Pasqua, Zonin, Cavicchioli, Ceci, Antinon, Banfi, Frescobaldi, Fazi Battaglia, Lungarotti, Zecca, Florio, Donnafugata, Salaparuta, Rapitalà, Tasca, Jerzu, Sella e Mosca. Questi sono marchi noti ai consumatori con gamme diversissime: ci sono aziende dalle caratteristiche più “massive” che però si concedono alcuni vini molto selezionati, e viceversa aziende di fascia alta che possono consentirsi prodotti destinati a un maggior numero di consumatori.

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