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Il Sole 24 Ore

Cibus-Tuttofood, si tratta ... Fiere. Possibile l’aggregazione dei due eventi agroalimentari... “Stiamo vedendo. Non è ancora maturo”. A domanda dei cronisti, l’ad di Fiera Milano, Claudio Artusi, glissa. In realtà l’accordo tra due delle fiere agroalimentari più importanti d’Italia, la storica Cibus di Parma e la Tutto Food di Milano (nel settore ristorazione ci sono spazi per diversificare),potrebbe chiudersi a breve. A confermarlo indirettamente è lo stesso presidente di Fiera Milano, Michele Perini: “questa aggregazione va studiata bene, ma è sicuramente una via possibile per dare una piattaforma alle nostre imprese”.

La notizia insomma è importante perché in passato i due saloni si erano trovati ai ferri corti, e la scadenza Expo 2015 potrebbe spingere all’armistizio. Com’è noto, Fiera Parma e la controllata di FieraMilano Spa, FieraMilano International (Fmi), organizzano rispettivamente la rinomata Cibus (nel maggio 2010 si svolgerà la 14esima edizione), e la più recente Tuttofood (a giugno si svolgerà la seconda edizione). Un dualismo deteriore per tutto il mercato agroalimentare. Di qui la volontà di smettere di farsi guerra. Fmi dispone di una rete estera e infrastnitture tecniche date dalla potenza di fuoco del nuovo quartiere fieristico di Rho Pero; nel distretto territoriale di Parma si concentrano invece un know how decennale e istituzioni come l’Efsa.

L’ipotesi allo studio, da quel che risulta a Il Sole 24 Ore, è dunque di co-organizzare nell’ambito di Tuttofood 2009 una manifestazione ponte denominata “Tuttofood-Cibus 2009 special edition”. Per arrivare poi, Al 2011, ad organizzare presso Fiera Milano la prima edizione di Tuttofood Cibus Host, in concomitanza con l’omonima manifestazione (Host) dedicata alla ricettività alberghiera e ristorativa (lasciando in Emilia il retail). Ovviamente si attende prima il via libera di Federalimentare, che controlla al 50% con Fiera Parma il marchio Cibus, di cui è co-fondatore. Sul punto, il presidente Gian Domenico Auricchio non chiude. “Come presidente di Cfi (l’agenzia di Confindustria per le fiere) auspico sempre che i nostri quartieri fieristici trovino accordi con le categorie economiche e industriali per evitare guerre fratricide che finiscono per favorire i competitor stranieri. Come presidente di Federalimentare - prosegue Auricchio - gli interessi sono più articolati. Siamo co-fondatori di Cibus, con Fiera Parma abbiamo appena firmato il rinnovo del contratto al 2016 proprio nell’ottica di una crescita della manifestazione. Detto questo, se due quartieri fieristici si parlano e trovano accordi non è negativo. Sappiamo che le imprese del settore hanno bisogno di una grande fiera”.

Un eventuale accordo (verrebbe siglato fino al 31.12.2016), tra l’altro, sarebbe coerente con la necessità di razionalizzare un comparto fieristico che vive un forte surplus di offerta. Razionalizzazione che è stata al centro del 75° congresso Ufi (il vertice delle fiere mondiali), dove i Ceo dei principali organizzatori fieristici (c’era Claudio Artusi per Fiera Milano) hanno stilato un piano anticrisi per scavallare un 2009 in cui si stimano ricavi in calo del 15-20 per cento.

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