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Il Sole 24 Ore

Cresce l’appeal dei vini biologici … Vinitaly. Il comparto aumenta del 18%. Polemica sui solfiti... È boom per il vino biologico. Le superfici dedicate al vino “bio” in Europa hanno toccato i 93mila ettari con una crescita che nell’ultimo biennio è stata del 23%. Uno sviluppo guidato dalla Francia (+47%), ma anche da Spagna (+18%) e Italia (+14%) e trainato soprattutto dal trend positivo di mercato: le vendite di prodotti alimentari biologici nel 2009 sono aumentate del 7%, in controtendenza con i consumi alimentari convenzionali che invece hanno tirato il freno. Ma proprio sul vino biologico si sta registrando un acceso confronto in Europa fra paesi del Nord e paesi mediterranei in vista della definizione (prevista per il 26 aprile a Bruxelles) del regolamento quadro per il settore. Infatti, al momento, sul mercato non esiste il vino biologico propriamente detto, ma solo bottiglie prodotte da uve coltivate con metodi bio. E la contrapposizione fra partner Ue riguarda la possibilità di utilizzare in cantina i solfiti. “I limiti all’utilizzo di solfiti - spiega la responsabile scientifica dell’Associazione italiana aziende biologiche Aiab, Cristina Micheloni - oggi variano da un minimo di 80 milligrammi al litro a un massimo di oltre 300. L’Italia ne proponeva l’eliminazione mentre la Germania invece voleva un taglio di appena 10 milligrammi. La Francia sta cercando una mediazione su un’ipotesi di taglio di 35 milligrammi”. “Siamo convinti che occorra trovare un compromesso e dare presto regole al settore - spiega Silvano Brescianini, direttore tecnico di Barone Pizzini, azienda che produce 350mila bottiglie l’anno dai 47 ettari in Franciacorta (Brescia), dai 29 nelle Marche e i 15 in Toscana. - Non possiamo permetterci di restare nell’incertezza. I competitor stranieri, dagli Usa al Sudafrica, già si sono dati una disciplina”. “Il momento di mercato - dice il senatore Nicola Rossi (Pd), titolare con i fratelli Fabrizio e Filli dell’azienda biodinamica il Cefalicchio a Canosa di Puglia (80mila bottiglie per metà dirette all’export e per un altro 50% commercializzate in vendita diretta) - nasce dalla sempre maggiore attenzione del consumatore all’identità dei prodotti. E la scelta biologica oppure biodinamica consentono di rafforzare identità e differenziazione”.


Tra i leader del bio.

La casa vinicola Sartori (35 milioni di euro di fatturato e 12 milioni di bottiglie prodotte) ha di recente acquistato un’azienda bio da un milione di bottiglie in Friuli Venezia Giulia, La Montalbano.

L’azienda biodinamica pugliese il Cefalicchio esporta il 50% della produzione e commercializza l’altro 50% in vendita diretta.

La Barone Pizzini è nata nell’area della Franciacorta e oggi produce vini biologici in tre regioni: Lombardia, Marche e Toscana.

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