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Il Sole 24 Ore

In “Gazzetta” 4 decreti attuativi … … Decolla la riforma per i prodotti doc mai … Decolla la deregulation dei vini Doc. Ieri il ministro per le Politiche agricole, Giancarlo Galan, ha firmato quattro dei sette decreti applicativi della legge 61/2010, il provvedimento quadro che dopo quasi trent’anni (la precedente legge era la 164/92) ha riscrittole regole sui vini a denominazione d’origine. Dei decreti appena varati (che si aggiungono al provvedimento sui controlli pubblicato un mese fa) quelli relativi allo schedario vitivinicolo e ai consorzi di tutela sono il perno della riforma. “Sono stati firmati provvedimenti che modernizzano il comparto - ha detto il ministro Galan - fissando nuove regole per il riconoscimento della qualità, della tutela e dell’accesso per le produzioni vitivinicole. Un traguardo importante per un settore in cui l’Italia è leader mondiale”. Secondo i dati Federdoc (la federazione dei consorzi di tutela) le denominazioni d’origine in Italia sono oggi 384 (331 Doc e 53 Docg) e rappresentano una produzione di circa 17 milioni di bottiglie per un fatturato di 4,3 miliardi. Una fetta rilevante dei circa io miliardi di giro d’affari registrato dal vino made in Italy. Il cuore della riforma riguarda quindi i nuovi compiti dei consorzi e lo "sportello unico", due aspetti strettamente legati visto che per esercitare le nuove competenze di gestione dell’offerta i consorzi devono poter contare su dati affidabili sulla produzione. Dati che verranno resi disponibili dal nuovo "sportello unico", che sarà gestito dal Sistema informativo agricolo nazionale (Sian). Lo "sportello" sarà l’interfaccia nei rapporti tra produttori e istituzioni. Una piattaforma alimentata dalla dichiarazione annuale fornita dai produttori e che sostituirà le due denunce fornite in passato e ogni anno a Cdc e regioni. Il "pacchetto" di misure appena varato prevede poi la definizione della disciplina nazionale per istituire nuove Doc e le regole per i concorsi enologici. All’appello mancano solo i decreti sulle commissioni di degustazione e sui contrassegni per distinguere le bottiglie Doc da quelle Docg. “I provvedimenti - dice il vicepresidente Federdoc, Giuseppe Liberatore - recepiscono molte delle osservazioni avanzante dalla filiera. Senza contare che i decreti sono stati varati a sette mesi dalla legge-quadro mentre in passato abbiamo avuto provvedimenti applicativi pubblicati undici anni dopo la riforma”. Tuttavia non manca qualche perplessità. L’assenza delle regole sulle commissioni di degustazione lascia incompleto il quadro di riferimento per i nuovi controlli che dovrebbero partire il prossimo 20 gennaio. Per questo nei giorni scorsi le organizzazioni agricole - Confagricoltura, Coldiretti e Cia - avevano chiesto che, nel quadro di un maggior coordinamento fra le misure, i nuovi decreti venissero varati contestualmente. “Ma così non è avvenuto - conclude Liberatore - e ora non resta che augurarsi una proroga sull’avvio delle nuove certificazioni”. Intanto, ieri Galan, è tornato a sottolineare la leadership produttiva degli spumanti made in Italy (si veda il Sole 24 Ore del18 dicembre 2010): “Non è vero che lo champagne scorre come un fiume in piena, da noie nel resto del mondo ad averla vinta è Io spumante italiano”.

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