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Il Sole 24 Ore

Un robusto taglio all’offerta per recuperare efficienza … Riforma Ocm. In tre anni cancellati 30mila ettari di superfici... Meno vigneti ma più efficienti. Un taglio deciso all’offerta senza mercato accompagnato, da investimenti per creare nuovi sbocchi all’estero alle etichette di qualità. Sullo sfondo, però, non mancano le incognite soprattutto sul dopo 2012, quando cioè scompariranno gli attuali paracadute per gestire le eccedenze e tutto sarà affidato esclusivamente al mercato. È questo il quadro che emerge a tre anni di distanza dal varo della riforma dell’Organizzazione comune di mercato (0cm) dclvi- no. Una riforma varata nel 2008 (col regolamento Ue 479) e che presto potrebbe essere al centro di un health check di medio termine. Un esame sullo stato di salute della riforma che fra il 2009 e il 2013 porterà nelle casse dei viticoltori italiani circa 1,5 miliardi di euro. Di certo si sono rivelati un successo gli investimenti Ue destinati all’estirpazione dei vigneti. Sono stati oltre 30mila gli ettari estirpati in tre anni in Italia (oltre il 17% dei l75mila ettari che si puntava a espiantare in Europa) con una spesa che supera i 290 milioni. Tagli che non hanno impedito all’Italia di diventare, nel corso del 2010 e superando la Francia, il primo produttore mondiale di vino. Le superfici che non si distruggono vengono però rese più efficienti, come dimostra il positivo trend di spesa della misura di ristrutturazione dei vigneti che continua ad assorbire una cifra vicina ai 100 milioni di euro l’anno. Sempre sul fronte dei vigneti non va poi dimenticata la battaglia per frenare la liberalizzazione dei diritti di impianto che Bruxelles vorrebbe far scattare già nel 2015, con una possibile proroga al 2018. Contro questa ipotesi si è creato un largo fronte di paesi, dall’Italia alla Francia, dalla Spagna alla Germania, fino a diversi paesi dell’Est europeo che potrebbe portare Bruxelles a rivedere la propria decisione. Molto positivi si stanno poi rivelando i finanziamenti alla promozione del vino sui mercati extracomunitari. Dopo una partenza in sordina, la misura ha ingranato arrivando a mettere in campo investimenti per 49 milioni lo scorso anno diventati - secondo le prime cifre - oltre 63 milioni nella campagna 2011-12. Le maggiori incognite sono però sul fronte delle misure dirette a garantire un equilibrio di mercato. I vecchi interventi (distillazioni e aiuti all’arricchimento del grado alcolico dei vini) andranno in pensione nel 2012, ma all’orizzonte non si intravedono misure in grado di prenderne il posto. Assicurazioni dei raccolti e vendemmia verde (ovvero il controllo della produzione già in fase di potatura) che - nelle intenzioni dei tecnici Ue - dovevano prenderne il posto, di fatto, non sono mai decollate. E al di là dei dubbi sui futuri equilibri di mercato, restano le incognite per la cancellazione di misure che solo nell’ultima campagna, in Italia, hanno assorbito 76 milioni di euro ma che in passato sono arrivate a intercettare fino a 150 milioni.

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