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Il Sole 24 Ore

Asti per decreto nell’area della Docg Vino, Primo round del contenzioso ... Zonin si aggiudica il primo round nella battaglia per l’estensione al comune di Asti del disciplinare della Docg dei vini Asti e Moscato d’Asti. Il ministero delle Politiche agricole ieri ha pubblicato sulla gazzetta ufficiale il decreto che “modifica il disciplinare di produzione della Docg dei vini Asti in esecuzione dell’ordinanza cautelare n. 955/2012 del Tar Lazio”. Mercoledì prossimo il Tar Lazio avvierà la discussione di merito del provvedimento ma per i produttori del Moscato, sostenitori del vecchio disciplinare, le speranze di spuntarla sono scarse. Tant’è che è quasi certo che presenteranno un ricorso al Consiglio di Stato. Oggi la famiglia Zonin mantiene un basso profilo e Michele Zonin, figlio minore di Gianni, dichiara: “Siamo soddisfatti del provvedimento tutelare e della pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, ma soprattutto perché un eventuale intervento dell’Unione europea avrebbe potuto condurre al ritiro della Docg Asti”. Difatti i Zonin hanno segnato un punto pesante a proprio favore ma l’esito finale della vicenda è lontano e potrebbe riservare ancora sorprese. Tuttavia sulla soluzione vicenda si addensano altre nuvole: lo scorso 4 maggio la Regione Piemonte, su proposta del Consorzio di tutela dell’Asti Docg, ha approvato il blocco temporaneo delle iscrizioni allo schedario viticolo dopo il boom produttivo (+30%) dell’ultimo biennio. “E al momento - osserva Giorgio Bosticco, direttore del Consorzio - non sappiamo se la Regione ammetterà d’ufficio i vigneti già esistenti nel comune di Asti oppure li inserirà all’interno di un bando ad hoc”. La famiglia Zonin è proprietaria dal 1985 del Castello del Poggio, nel comune di Asti, che comprende 126 ettari di vigneti di cui 25 di moscato. Contro 110mila della Docg. La tenuta oggi occupa 70 addetti e sono stati effettuati investimenti rilevanti. “Questa penosa vicenda - aggiunge Michele Zonin - l’abbiamo condotta in sede giudiziaria nostro malgrado. Ma era necessario farlo: l’impossibilità di poter disporre della Docg ci crea un danno”.
Nel dettaglio l’ordinanza del Tribunale regionale amministrativo del Lazio recita: “Considerato, ad un sommario esame, che il ricorso appare assistito da sufficiente fumus boni iuris, in particolare, laddove la ricorrente lamenta un difetto di motivazione del provvedimento impugnato e non sembrano emergere elementi tali da confutare le risultanze delle relazioni redatte da esperti poste a corredo dell’istanza presentata dal Consorzio per la tutela dell’Asti”. Traducendo dal linguaggio giuridico, l’ordinanza sostiene che il Comitato nazionale vini ha sbagliato a non includere Asti e la Tenuta Zonin nell’area del moscato docg. Intanto ieri a Cossano Belbo, in provincia di Cuneo, durante il convegno di Confagricoltura dedicato alle “Dolci bollicine di successo dell’Asti e del Moscato sono stati comunicati i dati: nel 2011 sono state prodotte 107 milioni di bottiglie, di cui 81 di Asti (+12%) e 26 di Moscato (+29%). “Il successo - conclude Bosticco - è travolgente negli Stati Uniti: i giovani degustano i nostri vini come alternativa alla birra. E il successo arriva nonostante i nostri prodotti costino 12 dollari contro i 5-6 del moscato americano e australiano. I consumatori riconoscono la qualità e la pagano”.

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