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Il Sole 24 Ore

La winery del filosofo che associa le etichette alla mitologia greca ... La rinascita della collina di MonteOliveto, nel cuore del Roero, comincia nel 2002. Di proprietà della famiglia Molo dal 140 secolo, a inizio Novecento viene devastata dalla filossera e cade in rovina. Per molti anni su quella collina ci sarà anche una cava di sabbia. Fino a che i fratelli Gianni e Giacomo Mollo, padre e figlio, avviano un progetto di recupero ambientale. Nel 2006 arrivano le prime viti di Barbera, a cui si affiancheranno Nebbiolo e Arneis. Venticinque ettari, 15mila bottiglie prodotte all’anno, per la maggior parte destinate ai mercati stranieri: “Abbiamo bonificato l’intera collina - racconta oggi Giacomo Mollo, titolare dell’azienda, un passato da docente di filosofia negli Stati Uniti che lo ha spinto a promuovere l’esperienza dell’Accademia del vino - risistemato l’aspetto paesaggistico, valorizzato le zone boschive e realizzato un’area ad anfiteatro”. Un viaggio all’indietro, alla ricerca delle tradizioni di questa terra, nel cuore del Roero. Tra meditazione e glamour, visto che a MonteOliveto la famiglia Mollo ha realizzato un’area lounge per feste e serate di degustazione. Le sette etichette della cantina MonteOliveto di Casà sono ispirate alla mitologia greca e ogni vino celebra una stella delle Iadi e delle Pleaidi, costellazioni visibili dalla zona. La nuova sfida per MonteOliveto di Casà è l’Alta Langa, lo spumante da vigneti Docg di Pinot e Chardonnay.

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