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Il Sole 24 Ore

Troppi espianti: meno vino Ue ... Rottamati 280 mila ettari ... ma Per il vino europeo si pro- fila uno scenario inedito: il “buco” dell’offerta. Secondo i dati resi noti ieri dall’Organisation internationale de la vigne et du vin (Oiv) la produzione mondiale nel 2012 è calata del 6% circa trainata dalle pesanti flessioni registrate nei due principali paesi produttori: Francia (-16,7%) e Italia (-6% su un’annata già ai minimi). Un trend che si affianca a un leggero incremento dei consumi che, se a livello mondiale si è fermato a un +O,57%, in alcune aree di sbocco è stato molto più consistente. Si va infatti dal +2% degli Stati Uniti, al +2,4% dell’Argentina, al +9% della Cina senza dimenticare un sorprendente +3,2% registrato in Francia. “In contro- tendenza l’Italia - ha ricordato ieri la Coldiretti - che con acquisti di vino scesi sotto la soglia dei 40 ettolitri pro capite l’anno ha fatto registrare un nuovo minimo storico”. Ma soprattutto, con una produzione in calo e consumi globali in costante crescita per il vino europeo, da sempre alle prese con i surplus da smaltire, si sta profilando ora una situazione completamente nuova: quella di un deficit di offerta. Uno scenario che non ha mancato di produrre i propri effetti con una vera e propria “fiammata” delle quotazioni già a partire dallo scorso autunno, ovvero dai mesi immediatamente successivi alla vendemmia. Complessivamente il prezzo medio dei vini made in Italy esportati nel 2012 è aumentato infatti del 16%, mentre sul mercato interno i listini nella grande distribuzione organizzata sono cresciuti del 5,5%. Ancora peggio è andata ai prezzi all’origine che nei mesi scorsi hanno fatto registrare incrementi a doppia cifra. Sul brusco stop della produzione europea hanno pesato varie cause. Da un lato, le difficili condizioni meteo tanto in Italia che in Francia e che hanno portato a un calo della produzione comunitaria del 10%. Ma anche alcune scelte di politica agricola Ue come il previsto stop alla liberalizzazione degli impianti (non ancora deciso ufficialmente ma che molti danno per scontato) e, soprattutto, la massiccia campagna di estirpazione. Nell’ultimo triennio in Europa sono stati “rottamati” con contributo comunitario circa l75mila ettari di vigneto ai quali se ne sono aggiunti altri 100mila circa che sono stati semplicemente abbandonati. “Secondo i nostri dati - spiega il direttore generale dell’Oiv, l’italiano Federico Castellucci - in soli tre anni sono scomparsi in Europa circa 280mila ettari di vigneto. Il che equivale ad aver cancellato l’8% delle superfici Ue. Una decisione che non poteva restare priva di conseguenze e sulla quale ha giocato - forse troppo - il timore di ritrovarsi con nuove giacenze da smaltire. Mentre invece sarebbe stato meglio tenere in maggiore considerazione il trend del consumo globale e considerare l’ipotesi di reimpiantare, magari in altri paesi europei incuic’è richiesta, parte dei vigneti rottamati”.

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