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Il Sole 24 Ore

Gran selezione per il Chianti classico ... Il Consorzio riorganizza l’offerta puntando sulla fascia alte del mercato... Una denominazione d’origine evolve verso l’alto di gamma con l’obiettivo di intercettare la domanda mondiale divini di lusso. Il percorso intrapreso dal Chianti Classico sarà svelato lunedì a Firenze, sotto gli affreschi del Vasari che adornano il salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, col debutto mondiale della Gran Selezione, nuova etichetta che a valorizzare le eccellenze qualitative finora rimaste “schiacciate” dal peso di una grande denominazione (7.200 ettari vitati, 35 milioni di bottiglie prodotte). A fare da apripista al progetto lanciato dal Consorzio Chianti Classico una trentina di aziende che presenteranno la Gran Selezione dell’annata 2010 (o precedenti), dopo aver superato i parametri organolettici e chimici richiesti, e ottenuto la relativa certificazione. Il nuovo vino deve essere prodotto integralmente in azienda, cioè da vigneti condotti direttamente e deve avere un invecchiamento minimo di 30 mesi, di cui almeno tre di affinamento in bottiglia. Secondo le stime del consorzio, è destinato al assorbire fino al 10% della produzione, il che significa 3-3,5 milioni di bottiglie che usciranno dalla cantina a un prezzo tra 11-18 euro.
Per il Chianti Classico è la svolta verso la selezione e la qualificazione, attesa da tempo: «Questa operazione crea un vino che si posiziona al vertice della piramide qualitativa del Chianti Classico, e che porterà verso l’alto anche chi sta sotto, cioè la riserva e il vino d’annata», è convinto Giuseppe Liberatore, direttore del consorzio. L’ambizione, per nulla nascosta, è di arrivare nel giro di qualche anno ad avere un vino che possa competere con i grandi rossi italiani e mondiali, a partire dal Brunello di Montalcino e dal Barolo. “Abbiamo la qualità e le Caratteristiche per concorrere in questo segmento - aggiunge Liberatore - e abbiamo deciso di premiare quelle aziende che vorranno puntare sulla qualità”. Se l’operazione riuscirà come è stata pensata, il consorzio prevede addirittura il rientro sotto il cappello della denominazione dei rossi Supertuscan che sono proliferati negli anni passati. Il Chianti Classico ha chiuso il 2013 con un aumento di bottiglie vendute dell’1%, una quota di export che ha ormai superato l’80% e un fatturato vicino ai 400 milioni. Anche se il mercato interno continua a mostrare segnali di debolezza, grazie alle esportazioni la denominazione ha recuperato i livelli di vendite precedenti alla crisi, e ora guarda al futuro con fiducia.

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