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Il Sole 24 Ore

Il Vinitaly dei record punta sugli operatori esteri ... Vinitaly dei record. L’edizione 2014 della grande fiera del vino di Verona (dal 6 al 9 aprile) quest’anno supererà i 100mila metri quadrati di superficie espositiva netta, con oltre 4.100 espositori e omila operatori stranieri provenienti da 120 Paesi.
“Vinitaly è sempre più strategico - ha spiegato ieri alla presentazione il presidente di Veronafiere Ettore Riello - per la sua capacità di valorizzare una parte importante dell’eccellenza agroalimentare italiana. Il continuo lavoro di sviluppo della rassegna, l’interpretazione degli scenari di mercato e un’esperienza di oltre cento anni nel campo fieristico, ci hanno permesso di superare per la prima volta i 100mila metri quadrati espositivi, con il sold out già da parecchi mesi”.
Tra le maggiori novità di quest’anno, due sono focalizzate sull’estero. La presenza degli espositori stranieri per la prima volta è stata resa organica, all’interno del padiglione Vininternational. In questa direzione va anche l’iniziativa di International buyers’ Lounge, con Taste and Buy: nuova area per il b2b wine&spirit dedicata a operatori che arrivano da oltreconfine. In agenda anche il debutto di Vinitalybio, salone specializzato riservato ai vini biologici certificati.
Ieri il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha toccato il tema delle procedure attuative per il padiglione vino ché verranno sottoscritte a breve tra ministero ed Expo ai fini della partecipazione di Vinitaly a Expo 2015. “Vinitaly è la massima espressione dell’eccellenza vitivinicola italiana - ha premesso il ministro - e per questo non ho dubbi che sarà protagonista durante i sei mesi dell’Expo a Milano. Presto vedremo svilupparsi il potenziale cui abbiamo lavorato insieme. Nei prossimi giorni il ministero farà dei passi avanti con Expo in questo senso”.
Poi il dg Giovanni Mantovani ha precisato che le firme verranno apposte “lunedì prossima dal ministero e da Expo. Nei giorni successivi si dovrebbe individuare il soggetto cui affidare la guida del padiglione” che non potrà che essere Vinitaly considerato il know how maturato dall’ente scaligero e gli attestati di stima di Martina. Peraltro lo scorso settembre Verona- fiere era uscita allo scoperto offrendo un progetto di un padiglione del vino e dell’olio del valore di milioni.
“L’ultima ipotesi - ha detto Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini - è che ci sarà un’area dell’olio e del vino all’interno del Padiglione Italia. Vinitalyne sarà il coordinatore ma i patti sono che verrà coinvolta tutta la filiera”. Poi ci saranno “anche aree dedicate al food, per esempio una con la partecipazione congiunta di Federalimentare, Federchimica e Confindustria dedicata al cibo e al corpo umano con spazi riservati al latte, al formaggio, alla carne”.
Vinitaly però deve respingere la concorrenza di ProWein di Dusseldorf (dal 23 al25 marzo) e della francese VinExpo, dai profili decisamente più internazionali. Il managementveronese lo sabene: “l’incoming- ha osservato Mantovani - è la vera scommessa di Vinitaly e su questo ci giochiamo le chance di leadership mondiale”. Quest’anno sono stati investiti 1,5 milioni per promuovere Vinitaly all’estero e per l’incoming di buyer a Verona durante la manifestazione, in particolare dai Paesi indicati dagli espositori nell’indagine realizzata l’anno scorso: Giappone, Germania, Nord Europa, Nord America, Russia e Cina sono stati i mercati più richiesti.
A proposito di food & wine made in Italy, che ne è stato dell’invito di Fiera Milano a una partnership internazionale con Host (ristorazione professionale) e Tuttofood? “Ho preso atto dell’invito - ha risposto Riello - ma aspetto ancora di vedere un progetto preciso”.

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