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Il Sole 24 Ore

Italian Wine Brand porta il vino a Piazza Affari ... Il vino italiano raccoglie ampi consensi non solo tra i consumatori ma anche in Borsa. Così Italian Wine Brand è pronta a fare il suo debutto sull’Aim il 29 gennaio (primo giorno di negoziazione delle azioni e dei warrant del titolo). Vi arriva anche grazie alla flessibilità ipo Challerger, aggregatore di investitori professionali, volto a sostenere un investimento in Pmi selezionate e negoziate in un contesto di Ipo riservato organizzato “buy side”. In sostanza, una Spac evoluta con una procedura più snella. “Quasi 100 soggetti qualificati hanno aderito alla nostra proposta con la sottoscrizione di obbligazioni nel maggio 2014 con possibilità di rimborso cash - spiega Simone Strocchi, promotore di Ipo Challarger e
fondatore diElecta, operatore finanziario indipendente - cui è seguita l’adesione e l’individuazione della società target che si porta in dote 41 milioni”. Italian Wine Brands rappresenta il primo importante raggruppamento nel settore vinicolo italiano che si affaccia al listino con l’intento di costituire un dinamico polo di aggregazione di settore. “Questa società per ora consolida Giordano Vini (cantine in Piemonte e Puglia, distribuzione diretta al consumatore finale di cui 70% fuori Italia) e Provinco Italia (cantine in Trentino, 100% della produzione destinata all’export mediante canale Gdo e specializzato) - aggiunge Strocchi- due aziende con vocazione e mercato diversi ma che confluiscono mettendo a fattor comune alcuni elementi in un contesto di grande attenzione sul food & beverage nazionale”. Siamo nell’anno dell’expo nutrizionale e della costituzione del segmento food da parte di Borsa Italiana questo spiega il perché quando è stato il momento di scegliere la società target ci si è concentrati sul vino. “Ciò che è importante per una quotazione sono i numeri, la capacità di fare business e il potenziale - aggiunge Strocchi - qui c’è un operatore vinicolo unico, attivo sul canale diretto “BtoC” con un fattturato consolidato di circa 10 milioni fortemente esportatore, circa 4 milioni di bottiglie vendute ogni anno, buona marginalità sia lorda sia netta e capacità di gestire l’intero processo di vinificazione e vendita, con un indebitamento finanziario contenuto e rilevante disponibilità di cassa per crescere”. Presidente di IWB è Mario Resca e tra i consiglieri indipendenti c’è Gino Lugli, ad di Ferrero. Insomma, persone che in fatto di food & beverage ne sanno qualcosa.

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