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Il Sole 24 Ore

“Un errore bloccare i fondi
alla promozione del vino” ... “La battuta d’arresto sui fondi della promozione del vino proprio non ce l’aspettavamo”. E sconsolato il presidente di Federvini, Sandro Boscaini, che nel corso dell’assemblea della Federazione che si è tenuta ieri a Roma si è più volte soffermato sulla questione che nelle ultime settimane ha creato non poche discussioni nel settore del
vino made in Italy.
Nell’ultimo triennio le amministrazioni regionali hanno lasciato inutilizzati oltre 50 milioni di euro di fondi Ue destinati alla promozione all’estero, con mancati investimenti, tenendo conto del cofinanziamento al
50%, per oltre 100 milioni. Sembrava dunque che il ministero per le Politiche agricole fosse deciso a intervenire modificando i criteri di spesa della ricca dotazione Ue. Ma dopo mesi di discussioni, di tavoli di filiera e di confronto con le amministrazioni regionali, il Mipaaf si è limitato a varare un decreto che di fatto proroga di un altro anno, e senza alcuna modifica, le regole che già hanno dimostrato di non funzionare. “Anzi, la situazione è anche peggiorata - ha aggiunto Boscaini - visto che nelle pieghe del decreto abbiamo rinvenuto altre piccole correzioni che possono dare nuovo impulso solo alla polverizzazione delle iniziative e non - come abbiamo più volte chiesto - alla aggregazione tra imprese in modo da migliorare l’efficacia delle azioni”.
I circa 102 milioni di euro che la riforma dell’Ocm vino destina ogni anno all’Italia nell’ambito del Piano nazionale di sostegno, sono gestiti per un terzo a livello centrale dal ministero per le politiche agricole per progetti di respiro nazionale e per due terzi dalle amministrazioni regionali. E col nuovo decreto il Mipaaf oltre a non aver introdotto alcuna modifica ha anche chiarito che quest’anno non saranno fmanziati progetti nazionali perché i circa 30 milionigestiti a livello centrale sono già assorbiti dalle nuove annualità di piani finanziati negli scorsi anni. Pertanto nòn c’è alcuna possibilità per nuove iniziative.
Forte è stata la delusione da parte dei produttori di vino,sottolineata in una lettera al ministro Martina sottoscritta da 7 diverse associazioni. “La situazione è davvero paradossale - ha aggiunto Boscaini - perché a fronte di chiari segnali di rallentamento dell’export a inizio 2015 invece di rafforzare lo strumento della promozione cercando innanzitutto di spendere in maniera efficace le risorse, si decide di lasciare un assetto fallimentare. Invece di privilegiare le esperienze di chi in questi anni ha effettuato ingenti investimenti si preferisce la strada clientelare di una distribuzione a pioggia delle risorse comprendendo tutti indipendentemente dai risultati. il tutto all’insegna della dell’inefficienza”.

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