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Il Sole 24 Ore

Moët & Chandon Acciaio, legno e vetro per il nuovo MCIII ... Metallo, legno, vetro: è dall’invecchiamento in questi tre universi materici che nasce il nuovo MCIII, lo champagne più ambizioso mai prodotto da Moët & Chandon. Il codice rimanda al nome della maison e al trittico di strati che compongono l’assemblaggio. Ma tre è anche il numero della stabilità e dell’equilibrio che ha cercato lo chef de cave Benoit Gouez. Il primo strato incide tra 35 e 40% con la purezza di frutto di chardonnay e pinot noir dell’annata 2003, invecchiati in acciaio. Il secondo (-40%) esprime il carattere di tre Grand vintage maturati in botti di quercia: l’eleganza del 1998, la freschezza del 2000 e la ricchezza del 2002. Infine i Grand vintage collection - 1993, 1998 e 1999 - affinati in bottiglia completano con note profonde e vivaci il blend, lasciato riposare dieci anni in cantina.
Ilrisultatofmaleèunvino di straordinaria espressività. Anche il design della bottiglia - vetro nero, cappuccio in metallo, medaglione alla base e scrigno di legno - allude al processo di creazione di questa cuvée dall’eleganza stratificata, sintesi del savoir faire di Moët & Chandon.

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