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Il Sole 24 Ore

Polemiche sull’ok al vino “arricchito” ... Neanche una vendemmia come quella 2015 che (settembre permettendo) si annuncia tra le migliori degli ultimi anni,riesce a mettere tutti d’accordo. A far discutere è l’autorizzazione in alcune regioni all’arricchimento dei vini con mosti d’uva. Un via libera che secondo la Fivi (la Federazione italiana vignaioli che associa circa 900 cantine) è “ingiustificato - ha detto la presidente, Matilde Poggi - perché potrebbe essere motivato con avversità atmosferiche che nel 2015 non si sono registrate. Pertanto quest’anno questa pratica rischia solo di favorire i furbetti che manipolano vini di bassa qualità a discapito di chi lavora seriamente”.
L’arricchimento dei vini con mosti d’uva e mosti concentrati e rettificati viene da tempo previsto in Italia in alternativa allo zuccheraggio che vietato da noi ma è invece consentito in Germania, Austria e in alcune aree della Francia. In entrambi i casi si tratta di tecniche per dare corpo e gradazione alcolica a vini che a causa di climi in genere più freddi (come nel Nord Europa) o condizioni meteo avverse (come avvenuto talvolta in Italia) non raggiungono il tenore alcolico minimo per essere immessi sul mercato.
In Italia nonostante, nel 2015, le positive condizioni meteo l’arricchimento è già stato richiesto, ed autorizzato, in Lombardia, Piemonte, Veneto,Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento, Emilia Romagna e Puglia e presto potrebbero aggiungersi altre regioni.
“Il mondo delle cantine sociali ricorre all’arricchimento - ha ribattuto il presidente di Fedagri-Confcooperative, Giorgio Mercuri - perché anche in annate favorevoli ci sono partite di vino che ne hanno bisogno. Servono però maggiori controlli durante la vendemmia”.

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