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Il Sole 24 Ore

Vino, il nodo della promozione ...Da Verona i produttori chiedono la soluzione del contenzioso per i fondi 2017 non attribuiti... L’ipotesi della rinuncia ai ricorsi per favorire l’erogazione degli aiuti... Nuove norme di Ocm promozione vino per il 2018 male imprese chiedono una soluzione per il contenzioso in atto sul 2017 che, di fatto, blocca gli incentivi europei. È stato questo ieri uno dei temi del convegno di Vinitaly “Strategia di filiera: insieme per la competitività. Le sfide del vino italiano verso il 2020” che ha visto riuniti i rappresentanti della filiera del vino italiano. Ruenza Santandrea, coordinatrice vino di Alleanza cooperative agroalimentari, ha subito messo il dito sulla piaga sottolineando che “l’Ocm vino 2017 ha arrecato danni, ma ora bisogna evitare il peggio e guardare al 2018”. Sulla stessa linea Sandro Boscaini, presidente di Federvini, che prende atto delle assicurazioni del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, secondo cui il decreto Ocm 2018 è pronto, ma chiede che la filiera venga consultata per un’analisi di merito. Poi, a margine del convegno, Boscaini richiede una soluzione anche per il contenzioso al Tar sorto sul bando per Ocm 2017: “Siamo quasi a metà anno e se la dozzina di imprese ricorrenti rinunciasse al giudizio amministrativo si potrebbero sbloccare i fondi, qualcuna perderebbe una parte ma otterrebbe l’altra”. Percorribilità giuridica a parte, i ricorrenti farebbero, un passo indietro? “Prima dovremmo essere certi - ha risposto Boscaini - che il ministero delle Politiche agricole sia d’accordo e che non voglia attendere il pronunciamento del Tar”. Il presidente Federdoc Riccardo Ricci Curbastro ha “sollecitato una maggiore attenzione e disponibilità al confronto da parte del ministro Martina sui temi che riguardano la politica vitivinicola, con particolare riferimento all’Ocm vino”. E infatti Martina è stato il convitato di pietra del convegno organizzato in casa Mipaaf. Avrebbe dovuto
partecipare ma è stato bloccato da altri impegni. Antonio Rallo, presidente di Unione italiana vini, ha fatto un’operazione verità sullo stato di salute del vino italiano. “Dopo alcuni anni di crescita - ha detto Rallo - nel 2016 abbiamo perso colpi: i vini fermi in bottiglia sono scivolati de1 4,5% a volume e dello 0,7% a valore. Il fenomeno Prosecco, grazie al quale il saldo dell’export lo scorso anno è salito de14,3% a5,6 miliardi, va sostenuto con ogni mezzo, ma non possiamo affidarci solo a questo prodotto per migliorare le nostre performance”. Secondo Santandrea i produttori italiani rischiano grosso se non assecondano il mercato. “Gli scricchiolii sono evidenti - ha detto - ma anche i francesi hanno accumulato scorte importanti. Cosa chiede il consumatore? La domanda, in particolare da parte dei giovani, è per un vino “pop e rock” e non per quelli strutturati”. Il presidente della Uiv ha poi aggiunto che “gli asset su cui ci giochiamo il futuro dell’export vinicolo italiano sono tre: strategie di sistema con Ice per orientare le azioni di promozione e comunicazione sui mercati; recupero della capacità di spesa dei fondi Ocm promozione e spinta della Ue verso gli accordi di libero scambio”. “I margini di crescita per il vino sono incoraggianti - ha commentato Massimiliano Giansanti, neo presidente di Confagricoltura -, almeno nella misura in cui la politica vitivinicola europea e nazionale sarà in grado di appoggiare i processi innovativi e di rispondere alle esigenze strutturali delle aziende”. Dino Scanavino, presidente della Cia, ha detto che “nel post 2020 le nuove regole dovranno anche contrastare la polverizzazione imprenditoriale. Oltre a ciò, il vigneto Italia necessita di regole semplici da applicare: per esempio, il Testo unico del vino ha rappresentato un importante passo avanti e, adesso, dovrà con-tenere uno sforzo aggiuntivo di semplificazione e flessibilità nella fase applicativa”. Infine sempre da Vinitaly, nella cornice dell’inaugurazione del salone Sol&Agrifood, è arrivato l’annuncio che a fine aprile partirà la campagna istituzionale del ministero delle Politiche agricole a sostegno dei consumi di olio extra vergine di oliva “È uno dei simboli del made in Italy agroalimentare nel mondo - ha detto Martina -. Un comparto che vale 3 miliardi e rappresenta il 3% del fatturato dell’industria agroalimentare”. La campagna per promuovere il consumo di Olio extra vergine nasce anche per sensibilizzare i consumatori sulla lettura dell’etichetta e le caratteristiche nutrizionali, la varietà, l’origine e la tracciabilità del prodotto. Il 22 e il 23 aprile, nei principali centri commerciali di 18 città, saranno allestiti degli spazi per degustare le proprietà dell’olio.

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