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Il Sole 24 Ore

Vino, Ruffino sbarca in Veneto e valuta lo shopping di vigneti … Storie d’impresa. La società toscana fa capo all’americana Constellation Brands... Ruffino chiude il 2016 con un fatturato record che sfiora i cento milioni (98,7 milioni, +7%), consolida l’ebitda al 27% (con l’ebit al 22%) e apre una sede a Treviso per stringere i rapporti con i produttori di uva e di vino dai quali compra Prosecco e Pinot grigio. Una mossa che potrebbe aprire la strada all’acquisizione di vigneti in Veneto: “E un’ipotesi plausibile, se si presenta l’occasione giusta”, annuncia Sandro Sartor, amministratore delegato della storica azienda di Pontassieve (Firenze), 24,9 milioni di bottiglie vendute l’anno scorso e 472 ettari di vigneti tutti in Toscana, che dal 2011 fa interamente capo alla multinazionale americana Constellation Brands. L’occasione giusta, per un gruppo specializzato in bevande e spirits che ha una forte liquidità, significa, di fatto, quella che assicura un buon ritorno dell’investimento. In ogni caso, la possibile espansione produttiva in Veneto si lega all’appeal che i bianchi stanno esercitando sul mercato. “La crescita del 7% dei ricavi è tanto più significativa in quanto arriva dopo quattro anni di incremento a doppia cifra - afferma Sartor - ed è trainata da Prosecco e Pinot grigio. Ma a giocare un ruolo importante è stato anche il rosato, e comunque ha tenuto l’intero portafoglio vini, con la Riserva Ducale Oro che ha avuto una buona performance”. Oggi i ricavi Ruffino arrivano per un terzo da Prosecco e Pinot grigio, per un terzo da Chianti e Chianti Classico e per l’altro terzo da altri vini. Il 93% del fatturato è realizzato all’estero, col Nord America che rappresenta il primo mercato (e assorbe il 66%), ma che l’anno scorso ha sparso qualche delusione. “Non è certo una crisi ma un rallentamento della crescita”, spiega Sartor che per quest’anno punta a consolidare le performance del passato, con un +5% dei ricavi in America e un miglioramento del mix del portafoglio, che dovrebbe portare a vendere prodotti dal prezzo più alto, prima di tutti il Chianti Classico. Resta positivo l’andamento della Cina (anche se assorbe il 6% delle vendite), e viaggia bene il mercato europeo, compresa l’Italia che è tornare ad avere segni “più”. Per continuare a crescere Ruffino, che quest’anno festeggia i 140 anni di vita, continua a investire: 5,9 milioni nel 2016 su impianti di imbottigliamento e vigneti, che portano il totale degli ultimi tre anni a 14,4 milioni; dall’acquisizione da parte di Constellation Brands, nel 2011, Ruffino ha investito 25 milioni, soprattutto “per migliorare la qualità degli impianti e dei vini” spiega Sartor. Altri investimenti sono in programma nella sede di Pontassieve, con l’ampliamento degli uffici che porterà una decina di assunzioni nei prossimi dodici mesi per ricoprire funzioni tecniche e amministrative (oggi 158 dipendenti fissi e 60 stagionali). In attesa degli sviluppi veneti: “Intanto, grazie alla nuova sede, gestiamo direttamente l’acquisto delle uve e dei vini e presidiamo le attività di vinificazione e di imbottigliamento dei vini veneti del nostro portafoglio” conclude Sartor.

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