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Il Sole 24 Ore

Vino, 102 milioni per aiutare l’export ma è caos ricorsi … Promozione. Ieri via libera dal Cdm... Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto Mipaaf con le nuove modalità per utilizzare i fondi Ue (un budget di 102 milioni l’anno) per la promozione del vino sui mercati esteri. Ma intanto si alza lo scontro sulla riforma dei consorzi di tutela dei vini Doc. Il nuovo decreto ministeriale cerca di sbloccare l’intricata questione della promozione finita in stand by dopo i 13 ricorsi al Tar presentati nei mesi scorsi. Arrivato a Palazzo Chigi senza il parere positivo delle regioni (la Lombardia ha votato contro) rischia ora di essere messo in discussione dalle sentenze amministrative ancora in itinere. Ma il vero fronte caldo è quello sulla riforma dei consorzi Doc . Il Testo unico del vino ha delegato a un decreto ministeriale (atteso in autunno) la definizione delle nuove regole per l’attività degli organismi di tutela. I produttori si attendono un rafforzamento dei poteri dei consorzi nella gestione delle denominazioni. La legge già attribuisce ai consorzi di tutela alcuni strumenti per difendere l’equilibrio di mercato, dal blocco di parte della produzione alla decisione di ridurre le rese produttive, fino alla possibilità di disciplinare l’impianto di nuovi vigneti. Il problema è che queste leve sono attivabili, in base alla legge, solo nei confronti dei soci del consorzio ed estendibili ai produttori non associati in base ai principi della rappresentatività “erga omnes”. Un aspetto quest’ultimo che in passato è stato fonte di numerosi ricorsi ai Tar. Ed è per questo che i consorzi di tutela vorrebbero che col decreto allo studio i propri poteri fossero raf-forzati con il riconoscimento da parte del ministero delle Politiche agricole agli stessi consorzi dello status di organizzazioni interprofessionali. “Ma al Mipaaf non sono d’accordo - spiega il responsabile vitivinicolo Cia, Domenico Mastrogiovanni -. La loro opinione è che vadano riconosciute solo organizzazioni rappresentative a livello nazionale (e i consorzi sono territoriali) e che siano espressione di interi settori mentre i consorzi riguardano i soli vini Doc”. “Negare il riconoscimento - spiega il consigliere Federdoc, Giuseppe Liberatore - segnerebbe un passo indietro che limiterebbe i consorzi oltre a escluderli dai fondi dei Piani di sviluppo rurale e del Piano nazionale di sostegno riservati a organizzazioni interprofessionali”. “Il riconoscimento dei consorzi - spiega Luigi Polizzi, dirigente Mipaaf - non è previsto da alcuna legge, né dai regolamenti Ue e noi non possiamo introdurre un principio nuovo con un decreto. Occorre modificare la legge sulle organizzazioni interprofessionali”. “Noi - aggiunge il presidente Consorzio Doc, Prosecco, Stefano Zanette - lavoriamo a unpiano triennale per la stabilizzazione dell’offerta che potrebbe contare sull’adesione di oltre 1’85% dei nostri produttori, ma che potremmo promuovere in maniera efficace solo da organizzazione interprofessionale”.

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