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Il Sole 24 Ore

“Ci hanno aiutato i vigneti autoctoni” … Il caso/1. La Campania cresce (5%) in controtendenza... Dal complesso quadro regionale tratteggiato dalle prime previsioni di Assoenologi sembrerebbe “salvarsi” la Campania regione che con una produzione stimata di 1,35 milioni di ettolitri dovrebbe riportare, in controtendenza col resto del paese, un progresso del 5%. Un quadro generale positivo nel quale però più di un produttore non ci si ritrova. “Io non ho sensazione così positive - commenta Pierpaolo Sirch, agronomo e amministratore delegato dell’etichetta Feudi di San Gregorio (che produce circa 3,5 milioni di bottiglie) -. Le gelate primaverili hanno colpito anche da noi con danni pesanti in particolare nei fondovalle. In più se fino a un paio di settimane fa ci poteva essere un qualche ottimismo il caldo e la siccità degli ultimi giorni lo hanno spento. Le alte temperature non hanno favorito la maturazione ma la concentrazione bloccando lo sviluppo degli acini. Talvolta ci
hanno aiutato conferitori che coltivano terreni argillosi e con una maggiore riserva d’acqua, ma il quadro resta complesso”. E allora come spiegare i dati sulla Campania unica regione in crescita? L’arcano è spiegato dagli stessi enologi che se da un lato rilevano un incremento del 2017 sull’anno precedente tuttavia registrano nei confronti della media quinquennale un calo del 7%. Insomma più di una crescita occorrerebbe parlare di un recupero di terreno visto che nel 2016 la Campania aveva perso rispetto all’anno prima oltre il 20% della produzione. “La vendemmia anche in Campania non sarà facile - spiega Antonio Ferraioli, contitolare con la moglie Marisa Cuomo dell’omonima griffe di Furore sulla Costiera Amalfitana -. Il precedente record di assenza di piogge dalle nostre parti di 120 giornate è stato surclassato nel 2017 con 180 giorni senza acqua. Tuttavia le nostre vigne che in alcuni casi sono centenarie hanno ben resistito e il caldo ci ha consentito di abbattere i trattamenti chimici. Appena 6 contro i normali 9. Per esprimersi sulla qualità è ancora presto ma per le quantità è vero che stiamo recuperando terreno. E questo anche grazie alla politica che dopo la vendita di diritti di impianto in particolare nel Nord Est, ha visto i viticoltori campani investire sul proprio territorio. E i risultati anche sul piano delle quantità prodotte si cominciano a vedere”.

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