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Il Sole 24 Ore

La Francia sta peggio e chiede aiuti pubblici … Il caso/3... Raccolta anticipata, in media di due settimane, per cercare di limitare i danni di un’annata che comunque vedrà calare la produzione tra il 20 e il 30%. Anche in Francia, il principale competitor dell’Italia si riflette sulla vendemmia e da parte dei vignerons francesi già sono partite la richiesta di interventi anticrisi al Governo di Parigi. In Francia in particolare sul calo produttivo ha pesato, ancora più che in Italia, la mannaia delle gelate primaverili che hanno prodotto pesanti danni in molte aree del paese con perdite nei vigneti che in alcuni casi sono arrivate fino all’80%. Secondo le stime pubblicate nei giorni scorsi da FranceAgriMer (l’Istituto francese per l’agricoltura e la pesca) dal quadro complessivamente negativo si dovrebbero salvare lo Champagne (dove si prevede un incremento dell’8% circa della produzione e dove nelle scorse settimane sono state anche innalzate le rese medie per ettaro giunte a quota 108 quintali per far fronte a un incremento previsto della domanda del 9% circa) e i Borgogna per i quali è atteso un aumento addirittura in doppia cifra. Gelo e grandine hanno invece lasciato pesantemente il segno nell’area di Bordeaux dove si prevede un dimezzamento della produzione anche se la qualità delle uve appare buona. Danni pesanti per lo Chabils e Cote du Nuits, in Alsazia e nell’area del Languedoc Roussillon. Problemi anche per il la varietà Grenache coltivata in varie zone della Francia (ma diffusa anche in Italia e nota con nomi come il Tai rosso in Friuli o il Cannonau sardo che appartengono allo stesso ceppo genetico). “Nella Languedoc come in Provenza e nella valle meridionale del Rodano - hanno rilevato a FranceAgriMer - si sono riscontrate difficoltà anche per l’attacco delle muffe. Nella Loira, dove le cose sono andate comunque meglio dello scorso anno, le gelate hanno tagliato la produzione, a seconda della zona, tra il 10% ed il 40%. In quest’area la vendemmia è iniziata nei primi giorni d’agosto con un paio di settimane di anticipo rispetto al normale calendario ma in compenso il gran caldo ha preservato le uve dai parassiti”. “La vendemmia è cominciata con 15 giorni d’anticipo in molte zone compresolo Champagne - spiega Jerome Despey, segretario generale della Fnsea (la federazione nazionale dei sindacati degli agricoltori) Raccolta anticipata nei Pirenei Orientali, mentre nella Ramatuelle e nel Var la vendemmia comincerà questa settimana come anche nelle aree del Gard e Vaucluse. Al momento si stima una produzione in calo del 20 - 30% di certo la peggiore da inizio millennio”. Le principali preoccupazioni sono per le ricadute economiche. Per questo il sindacato guidato da Despey ha già fatto appello al ministero dell’Agricoltura francese per ottenere “sgravi fiscali sui terreni non edificati e la presa in carico dei contributi previdenziali. L’obiettivo è quello di accompagnare i vignerons che hanno subito i danni maggiori con particolare attenzione ai giovani agricoltori”.

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