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Il Tartufo dell’Anno 2018, miglior esemplare del bianco d’Alba, al compositore Ludovico Einaudi

Nel gran finale della Fiera n. 88, si rinnova la tradizione nata negli anni Venti, e che ha visto premiare negli anni uomini e donne di fama mondiale

È il migliore esemplare del tartufo bianco d’Alba, e, in una tradizione che si rinnova fin dal 1929 quando Giacomo Morra, fondatore della Fiera più importante al mondo, ebbe l’intuizione di legare il “gioiello della terra” a uomini e donne di fama mondiale, negli anni è stato donato ai grandi protagonisti del XX Secolo, dalla Regina Elisabetta ai Presidenti degli Stati Uniti Harry Truman, Ike Eisenhower e John Fitzgerald Kennedy, dal generale Charles De Gaulle ai Presidenti della Repubblica e del Consiglio italiani Giuseppe Saragat, Aldo Moro, Sandro Pertini e Giorgio Napolitano, fino a Papa Francesco. Dopo di loro, è il compositorie Ludovico Einaudi a ricevere quest’anno il “Il Tartufo dell’Anno 2018” (regalato dalla famiglia Bonino di Tartufi Morra di Alba), nel gran finale della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba n. 88, che si è chiusa ieri con circa 700 chili di tartufo venduto al Mercato Mondiale e oltre 600.000 visitatori da tutto il mondo, sullo sfondo di una stagione di raccolta che si ipotizzava molto interessante per quantità e qualità di prodotto e che ha poi superato le più rosee aspettative.
Il compositore italiano che ha ricevuto il riconoscimento che ha cambiato la storia del territorio di Langhe, Roero e Monferrato, è stato un protagonista della Fiera n. 88, componendo il tema de “La Giostra di Nina”, il film d’artista di Valerio Berruti, che ha suonato nella Chiesa di San Domenico per la mostra “La Storia di Nina”.
Parte degli incassi della Fiera e delle esclusive Ultimate Truffle Dinner che hanno visto gli chef stellati Michelangelo Mammoliti, Maurilio Garola e Davide Palluda proporre inconsueti abbinamenti del tartufo bianco d’Alba con elementi unici della cucina internazionale, sono stati devoluti al ripristino delle tartufaie naturali. “È la sfida dei prossimi anni: continuare una straordinaria promozione nel mondo, ma intanto intensificare l’impegno per la tutela e l’estensione degli ambienti tartufigeni in Piemonte e in Italia - sottolinea, in chiusura, il presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo Antonio Degiacomi - e insieme tramandare e diffondere la cultura della cerca e della cavatura, accrescere la formazione degli operatori di tutta la filiera, dal bosco alla cucina, incentivare la ricerca scientifica”.

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