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ANALISI WINENEWS

Il Tignanello è il vino italiano che si è apprezzato di più, negli ultimi cinque anni, sul Liv-ex

Italy 100: la 2010 del Super Tuscan di Antinori segna il +119,2%. Corrono anche Sassicaia, Gaja, Conterno, Solaia, Masseto e Ornellaia

Il mercato dei fine wine, dopo mesi ininterrotti di crescita, mostra i primi segnali di rallentamento. Nel quadro attuale, segnato dalla crisi energetica, dalla guerra in Ucraina e dall’inflazione che cresce a ritmi che non si vedevano da decenni, la scarsa redditività degli indici del Liv-ex in agosto 2022 non devono preoccupare chi investe abitualmente nelle etichette più pregiate. Specie se ha deciso di puntare sulle grandi etichette italiane, raccolte nell’Italy 100, che, negli ultimi 12 mesi, è cresciuto del 15% e, negli ultimi 5 anni, addirittura del 46%.

Sul lungo periodo, in realtà, sono molte le etichette andate ancora meglio, a partire dal Tignanello 2010, Super Tuscan della Marchesi Antinori le cui quotazioni sono cresciute del 119,2% nell’arco di un quinquennio, a 1.710 sterline a cassa. E ancora, il Tignanello 2011, su del 119,4%, ad una quotazione attuale di 1.360 sterline a cassa, ed il Tignanello 2009, con una crescita del 117,7%, per 1.720 sterline a cassa. Segue, nell’analisi di WineNews (sui dati Liv-ex aggiornati al 31 agosto 2022), il Sassicaia 2012 di Tenuta San Guido, punto di riferimento di Bolgheri, cresciuto del 107,6% a 2.490 sterline a cassa. Bene anche il Sassicaia 2013, cresciuto del 104,8% a 2.640 sterline a cassa, ed il Sassicaia 2010, che fa il +104,4% a 2.800 sterline a cassa.

Fuori dalla Toscana, l’etichetta italiana più performante degli ultimi cinque anni sul Liv-ex è, invece, il Gaja Barbaresco 2009, le cui quotazioni sono cresciute del 98,5%, 2.564 sterline. A seguire, il Sassicaia 2009, apprezzatosi del 94,4%, fino a 2.800 sterline a cassa, ed il Sassicaia 2011, al +94,9%, per 2.400 sterline a cassa. All’ottavo posto il Tignanello 2013, che, nel giro di cinque anni, ha guadagnato il 93,9%, fino a 1.377 sterline a cassa, facendo meglio del Solaia 2009, altra etichetta di riferimento della galassia Antinori, cresciuta del +92,8% a 2.660 sterline a cassa, e del Tignanello 2012, cresciuto del +88,3% a quota 1.269 sterline a cassa. Quindi, il Barolo Cascina Francia 2008 di Giacomo Conterno (+85,7% a 2.600 sterline), il Solaia 2013 (+77,6% a 2.540 sterline), il Solaia 2011 (+74,2% a 2.090 sterline) ed il Gaja Barbaresco 2011 (+63,4% a 1.618 sterline). Ed ancora, tra le etichette italiane che più si sono apprezzate, negli ultimi cinque anni, il Solaia 2012 (+63,1% a 2,290 sterline), seguito dal Masseto 2009 (+61% a 7.820 sterline), dall’Ornellaia 2012 (+56,9% a 1.710 sterline), dall’Ornellaia 2013 (+55,8% a 1.869 sterline) e dal Masseto 2010 (+54,6% a 9.441 sterline). Quindi, il Masseto 2012 (+54,5% a 7.549 sterline), il Solaia 2010 (+50% a 2.550 sterline) e l’Ornellaia 2010 (+47,3% a 2.380 sterline).

Sotto la crescita quinquennale dell’Italy 100, si piazzano invece il Barolo Cascina Francia 2012 Giacomo Conterno (+43,1% a 2.260 sterline), l’Ornellaia 2009 (+42,9% a 2.000 sterline), il Barbaresco 2013 Gaja (+40,6% a 1.532 sterline) e il Masseto 2011 (+33,4% a 6.804 sterline). Ma anche il Masseto 2013 (+33% a 7.020 sterline), il Barolo Cascina Francia 2009 Giacomo Conterno (+29,5% a 1.800 sterline), il Barolo Cascina Francia 2011 Giacomo Conterno (+25,7% a 2.100 sterline), il Barbaresco 2010 Gaja (+25% a 2.150 sterline), il Barolo Cascina Francia 2010 Giacomo Conterno (+19,5% a 3.800 sterline), il Barbaresco 2012 Gaja (+14,3% a 1.533 sterline) e l’Ornellaia 2011 (+13,7% a 1.450 sterline).

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