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Il Tirreno

La rivincita del Sangiovese: il trionfo dell'eleganza: Toscana prima nell'olimpo dei grandi vini ... Quasi 6000 (seimila!) assaggi in un anno. Almeno tremila per la Guida Vini d'Italia del Gambero Rosso e di Slow Food. Ernesto Gentili, responsabile della Guida per la Toscana, è uno che tra vini, vigneti, cantine, botti, barriques e bottiglie da un po' di tempo ci passa la vita. Ed è lui che ha certificato quest'anno il primato della Toscana tra i vini di alta qualità, tra i top, tra quelli che hanno meritato i 'Tre bicchieri'. Dopo tante edizioni della Guida in cui la nostra regione aveva dovuto rassegnarsi al secondo posto su questo podio ideale alle spalle del Piemonte dei potenti barolo e barbaresco è arrivata finalmente la rivincita del sangiovese, il vitigno caratteristico del Centro Italia.
La Toscana ha infatti conquistato 63 'Tre bicchieri', tre in più del Piemonte che ne ha avuti 60. Alle loro spalle il Friuli Venezia Giulia con 25, il Veneto e l'Alto Adige con 19, la Lombardia con 11, la Sicilia con 9.
«È stato il successo dell'eleganza - dice Ernesto Gentili - il trionfo del sangiovese. I vini toscani che hanno ottenuto 'Tre bicchieri' sono stati 11 in più rispetto all'edizione scorsa della Guida. 63 vini top su un totale di quasi 420 aziende recensite». Ci avviciniamo al 15 per cento. Questo vuol dire che in Toscana un'azienda ogni sette di quelle esaminate produce vini di alta qualità. «Ma - aggiunge Gentili - con un dato che deve far riflettere: quelle 63 aziende toscane producono qualcosa come tre milioni di bottiglie, le 60 piemontesi appena mezzo milione. Sassicaia ed Ornellaia da soli di bottiglie top ne producono oltre 400mila». Grandi vini quindi ma anche grandi numeri... «Sicuramente - precisa ancora Gentili -. Ma questo non significa che vadano trascurate piccole realtà comunque importanti in grado di produrre vini eccezionali. È il caso della Val di Cornia con il Barbicone 2000 dei fratelli Russo o il Nardo 2000 di Montepeloso di Fabio Chiarellotto o di alcuni piccoli produttori di Montalcino come Salvioni o Pacenti o la Patrizia Cencioni, tutta gente che sta sui trattori. Per quanto riguarda Montalcino che ha avuto 11 segnalazioni c'è da dire che abbiamo valutato la vendemmia del 1997 che è stato un'anno eccezionale ma anche che tutte le aziende che hanno preso i 'Tre bicchieri' hanno scelto di non produrre Brunello Riserva ed hanno impegnato perciò sul '97 tutte le uve migliori».
E conclude Gentili: «Probabilmente la Toscana avrebbe meritato qualche 'Tre bicchieri' in più, ma abbiamo preferito tenerci un po' stretti. Non a caso almeno altri venti vini della nostra regione sono andati in «finale» nella corsa al terzo bicchiere e non ci sono arrivati magari soltanto per un centesimo di punto». È la dimostrazione che qui si sta lavorando bene e che sul fronte del vino la Toscana è tornata ad essere la regione trainante. La conferma arriva anche dal premio al miglior enologo italiano del 2002. La Guida ai Vini d'Italia l'ha dato a Marco Pallanti «artefice del nuovo miracolo della Toscana con Castello di Ama». Da segnalare infine che tre aziende toscane hanno conquistato due 'Tre bicchieri' in questa edizione della Guida: l'Ornellaia di Bolgheri, con l'Ornellaia '99 e il Masseto '99, il Poliziano con l'Asinone '99 e le Stanze '2000 e il Castello di Fonterutoli col Castello di Fonterutoli '99 e col Siepi 2000. Spiega il marchese Francesco Mazzei che «si tratta di un risultato importante che ci spinge a fare molto meglio e che conferma il trend positivo della nostra azienda. 17 'Tre bicchieri' da quando c'è la Guida dei Vini, in sedici edizioni, non possono infatti che renderci orgogliosi».

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