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IL “TRATTATO INTERNAZIONALE SULLE RISORSE GENETICHE VEGETALI PER L’ALIMENTAZIONE E L’AGRICOLTURA”, AL CENTRO DELLA TAVOLA ROTONDA ALLA FAO, IL 7 DICEMBRE A ROMA. GALAN: “UN PATRIMONIO STRAORDINARIO PER IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA E DELLA RICERCA”

“Con questo Trattato, le colture che producono il nostro cibo - il nostro pane, il nostro curry, la nostra pasta, le nostre tortillas, il nostro couscous - sono riunite in una riserva comune. Abbiamo messo a sistema la materia prima rappresentata dalle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura (semi, talee ed altro materiale) di 126 Paesi dando la possibilità a ognuno di condividere questo straordinario patrimonio per fare agricoltura e ricerca”. E’ questa, secondo il Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan, l’importanza del Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche Vegetali per l’Alimentazione e l’Agricoltura” che il 7 dicembre sarà al centro della Tavola Rotonda ad Alto Livello di scena alla Fao a Roma. Un accordo internazionale che, aggiunge Galan, “facilita l’accesso alle colture, le mette a disposizione dei ricercatori e consente la condivisione del beneficio commerciale futuro derivante dal loro utilizzo nel moderno miglioramento o nella biotecnologia. E’ questo un modo efficiente per preservare la biodiversità e , nel contempo, valorizzarne gli impieghi anche più innovativi”.

Questo Accordo internazionale è stato adottato durante la Conferenza della Fao n. 31 nel novembre 2001 ed è entrato in vigore il 29 giugno del 2004 dopo l’adesione di 40 Paesi. L’Italia ha ratificato tale Trattato con legge 6 aprile 2004, n. 101 e fa parte dell’Organo Direttivo chiamato a svolgere scelte importanti nella costruzione del sistema multilaterale di accesso e scambio delle risorse genetiche. A livello nazionale sono già state avviate le opportune fasi tecniche per favorire l’implementazione del Trattato prevedendo apposite risorse logistiche e finanziarie ai fini della conservazione, caratterizzazione ed uso delle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura. “La distribuzione dei benefici è stata pensata in modo da assicurare equità e incoraggiare gli agricoltori a continuare - spiega Galan - a conservare e usare la biodiverità nei loro campi. Il Trattato, che ha favorito in pochi anni lo scambio di semi e materiale vegetale per circa 1,3 milioni di campioni, è un tributo innanzitutto al lavoro dei contadini che da sempre conservano e producono biodiversità. Durante la Tavola rotonda ad Alto Livello, cui parteciperanno le delegazioni ministeriali provenienti da tutto il mondo - conclude il Ministro - discuteremo delle prospettive e delle opportunità che tutti possiamo cogliere da questo straordinario lavoro”.

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