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Il Venerdi’ Di Repubblica

Inutile fare i modesti: questo Barbaresco è un capolavoro ... In provincia di Cuneo dove la cultura vinicola si vede, si sente e si beve, un rosso classico ma pieno di sorprese... Disarmante Mauro Bianco quando ai complimenti risponde: “Da queste vigne è molto facile fare un buon vino”. Siamo a Barbaresco, dove la cultura vinicola si vede, si sente, si beve. L’azienda di Bianco si chiama Cascina Morassino, conta su 4 ettari di vigneto, la gran parte a Nebbiolo da Barbaresco, piantata nel ’61. Come dire, pochi grappoli ma di qualità provata e costante.
Dalla cantina, ben attrezzata (“sia di barriques che di botti in rovere da 25 ettolitri”) escono, com’è intuibile, piccoli numeri di bottiglie. Non buone, ottime: Barbera d’Alba Vignot. Langhe rosso Merlot (unico vitigno “foresto”). Nebbiolo. Ma è il Barbaresco che attira l’attenzione, in due versioni. L’Ovello frutto di selezione esasperata, maturato 20 mesi in barrique e 4 in botte
grande, è un piccolo capolavoro. Il Morassino, la nostra etichetta, si affina invece 20 mesi in botte e 4 in barrique. Ci piace molto per la sua classicità: fascino immediato al naso (viola, frutti rossi e neri, lievi spezie) e al palato. Apparente austerità che racchiude ricchezza, complessità, calore, classe. A Torino da Rosso rubino, a Trieste da Nettare divino, sui 27/29 euro.
Barbaresco Morassino 2005
Cascina Morassino

Barbaresco (Cuneo)

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