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Il VenerdÌ / La Repubblica

La bottiglia ... Nel bicchiere c’è un Grumello di Valtellina ... Un tempo, per le grandi occasioni, si recuperavano in cantina i grandi vini rossi. Erano quasi sempre di vendemmie lontane, perché “più è vecchio più è buono”. Spesso era vero: se il vitigno di partenza era nobile (Nebbiolo, Sangiovese, Aglianlco), se il produttore era rigoroso. Oggi tanti cercano nel bicchiere la gioventù e molte carte dei vini sono refrattarie alle vecchie annate. li più ingiustamente dimenticato è il vino della Valtellina, la valle che è tutta un cru d’uve Nebbiolo d’aspra montagna. Nella stessa Lombardia meriterebbe un riconoscimento più alto e convinto. ArPePe, l’azienda dì Arturo Pelizzatti Perego, condotta da Isabella, Emanuele e Guido, con radici nel 1860 e cantina scavata nella roccia, onora l’uva, l’habitat. le tradizioni e il tempo: il vino è sul mercato al momento giusto. Prima degli eccellenti Sassella Vigna Regina e Grumello Buon Consiglio, entrambi del 2001, suggeriamo l’assaggio di questo Grumello Rocca De Piro 2006. Ha profumi prorompenti (fruttati e speziati, bosco e tabacco), sfumature eteree e minerali, finezza, rotondità e potenza. Proprio un bel bicchiere. A Milano da Ronchi, a Lecco da Vel sui 17 euro.

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