Da Belguardo Mazzei con il Vermentino Superiore Belguardo V 2022, a Bruni con il Vermentino Perlaia 2024, da Colli del Vento con il Vermentino Frieda 2024, a La Biagiola con il Vermentino Cocciopesto 2022, dalla Fattoria Il Casalone con il Vermentino Leopoldino 2024, a Guido F.Fendi con il Vermentino Burattini 2022, da Mantellassi con il Vermentino Scalandrino 2024, a Podere Poggio Bestiale con il Vermentino Superiore PerLelo 2024, da Rocca delle Macìe con il Vermentino Vigna L’Aja Bruciata 2024, a Tenuta Casteani con il Vermentino Superiore Maremmano 2024. Ecco la “Top 10” del “Vermentino Grand Prix” n. 7, il concorso, di scena nei giorni scorsi a Castiglione della Pescaia, promosso dal Consorzio dei Vini della Maremma Toscana che continua il percorso di valorizzazione di questo vitigno e del sempre più amato vino bianco simbolo della Maremma, che rappresenta oggi circa il 32% della produzione Doc con oltre 2,4 milioni di bottiglie.
“Questa edizione del “Grand Prix” conferma la straordinaria versatilità del Vermentino della Maremma Toscana - ha detto il direttore del Consorzio, Luca Pollini - dalle versioni più strutturate e longeve fino ai vini più giovani e freschi, emerge un’identità forte e riconoscibile, che rafforza il posizionamento della denominazione sui mercati”.
La Doc Maremma Toscana, seppur in un contesto regionale in calo (-2,4% l’imbottigliato toscano nel 2025, fonte: Avito), va in controtendenza e registra una sostanziale tenuta con un +0,5% che conferma un trend positivo ormai consolidato e segnando un +22,3% complessivo dal 2019 al 2025, che è il miglior risultato tra le denominazioni toscane. Per una produzione che si attesta sulle 7,5 milioni di bottiglie, dove i vini bianchi rappresentano il 43% dell’imbottigliato (con il Vermentino a trainare), e con il Ciliegiolo e le sue 530.000 bottiglie leader tra i rossi, ed una crescita registrata anche dell’Ansonica, oltre le 100.000 bottiglie.
“Il Vermentino “Grand Prix” rappresenta un momento fondamentale di confronto e crescita per tutta la denominazione - ha affermato Francesco Mazzei, presidente del Consorzio - anno dopo anno registriamo un livello qualitativo sempre più alto e una maggiore consapevolezza da parte dei produttori. Il Vermentino continua a essere il nostro ambasciatore più dinamico, capace di interpretare in modo autentico le diverse anime della Maremma”.
A decretare i 10 migliori Vermentino dell’edizione 2026 su un totale di 71 - di cui 17 Vermentino Superiore (12 dell’annata 2024, 4 dell’annata 2023 e 1 dell’annata 2022) e il 30% biologici - una giuria presieduta dal vicedirettore del “Corriere della Sera” Luciano Ferraro, e composta da sommelier di ristoranti stellati, enologi e tecnici del settore. I vini - tutti Maremma Toscana Doc Vermentino - avevano una presenza minima del vitigno all’85%, per la maggior parte ottenuti in purezza e solo in pochi casi con aggiunta di altre varietà come Viognier, Sauvignon o Trebbiano. E tutti saranno protagonisti a Vinitaly 2026 a Verona (12-15 aprile) dove il Consorzio presenterà le nuove annate di 68 vini provenienti da 39 aziende: 24 dei quali bio pari al 35% del totale, con una presenza equilibrata tra bianchi (31, di cui 22 sono Vermentino e 2 Vermentino Superiore) e rossi (32), oltre a 5 rosati.
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