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UN TRIONFO

Il vino e l’alta cucina alla Prima della Scala, un tributo alla forza e alla bellezza dell’Italia

Bellavista brinda con il Franciacorta, vino ufficiale del Teatro alla Scala, con gli chef tristellati Bottura, Bartolini e Colagreco e tanti vip

Con 13 minuti di applausi al “Boris Godunov” di Modest Musorgskij diretto da Riccardo Chailly con la regia di Kasper Holten e Ildar Abdrazakov grande protagonista, la Prima della Scala, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sul palco reale tra la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen e il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è stata un trionfo. E ad applaudire al più atteso e prestigioso evento italiano a Milano, non poteva mancare il vino italiano, da sempre e sempre più sostenitore della cultura e delle Istituzioni culturali italiane. Come Bellavista, che ha rinnovato la sua lunghissima e consolidata partnership con il Teatro alla Scala, con il Franciacorta Brut Millesimato Teatro alla Scala 2017, vino ufficiale del più importante teatro italiano, della Prima d’Opera del 7 dicembre, nel giorno del Santo Patrono di Milano Sant’Ambrogio, come da tradizione, e della nuova stagione teatrale 2022-2023, la diciottesima insieme.
Al fianco della prestigiosa Istituzione italiana nella Prima e per la nuova stagione artistica, pioniera del legame tra vino e cultura, Bellavista ha scritto una nuova pagina della sua collaborazione con il Teatro Alla Scala, iniziata nel 2004, quando lo storico Teatro italiano, “tempio” della musica fondato nel 1778 nel cuore di Milano, tornò a risplendere dopo lunghi restauri. Una rinascita che la griffe ha accompagnato entrando a far parte della sua storia come vino-simbolo della Scala e con selezioni di vendemmia ispirate e dedicate. Quest’anno il protagonista è il Franciacorta Brut Millesimato Teatro alla Scala 2017, un Vintage frutto di anni di lavoro, amore per la propria terra e per la bellezza della natura, ma anche senso di responsabilità verso la tradizione e nei confronti della propria storia e delle proprie origini. Sentimenti che uniscono indissolubilmente il mondo del vino alla cultura italiana.
Un Franciacorta “dedicato alla forza e alla bellezza dell’Italia, alle sue tradizioni e peculiarità”, ha spiegato Francesca Moretti, presidente del Gruppo Terra Moretti Vino, brindando “dietro le quinte” con il suo staff al bel canto quale emblema della più alta espressione creativa del Belpaese, che l’accomuna al vino ma anche all’alta cucina italiana e mondiale, rappresentata da un “terzetto” di chef tre Stelle Michelin d’eccezione: Massimo Bottura, il più famoso chef italiano dell’Osteria Francescana di Modena che ha portato la nostra cucina ai vertici del mondo, Enrico Bartolini, lo chef più stellato d’Italia (e de La Trattoria Enrico Bartolini, 1 Stella Michelin ne L’Andana resort del Gruppo in Toscana, ndr), e Julia e Mauro Colagreco, chef del tristellato Mirazur a Mentone, già miglior chef del mondo per la mitica “50 Best Restaurants”, e appassionato d’opera grazie anche alle origini italiane della sua famiglia.
Ma anche con i tantissimi vip presenti alla Prima che da sempre consacra la fama delle più importanti opere mondiali e dei più grandi artisti, da Marco Santucci, ad Jaguar Land Rover Italia, alla giornalista Cristina Parodi. E non solo, vista la folla di politici, protagonisti dell’imprenditoria italiana e non solo, esponenti del mondo della cultura, del teatro, dell’arte e del cinema, che, accolti dal Sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala Dominique Meyer, non sono voluti mancare ad un momento speciale per Milano, per l’Italia e per gli italiani.
In omaggio al Teatro alla Scala, ogni elemento che riveste la bottiglia del Vintage Brut è pensato per rappresentarne l’essenza. Così i colori e i decori dell’etichetta sono una trasposizione fedele dei fregi e dei decori della Scala, mentre il cofanetto riproduce l’incisione autografa della facciata realizzata del suo architetto, Giuseppe Piermarini. Dai bozzetti autografi delle Prime d’Opera sono tratte le figure che si intravedono alle finestre: sono Calaf e Turandot dell’omonima rappresentazione di Giacomo Puccini, e ancora le Maschere dell’opera Ernani di Giuseppe Verdi. Una trasposizione dell’antico nel moderno affinché nulla sia lasciato al caso e tutto sia una piena e rispettosa celebrazione della grande bellezza italiana.

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