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VINO E LEGGE

Il vino “Nobile” è solo quello di Montepulciano: ancora una vittoria per il Consorzio toscano

Il contenzioso riguardava il vino denominato “Nobile delle Rocche” a base di Montepulciano d’Abruzzo

“Non immettere sul mercato ulteriori bottiglie recanti l’etichetta contestata, sostituire l’etichetta contestata nelle bottiglie non ancora immesse in commercio e distruggere le etichette in suo possesso; eliminare la dicitura dal proprio sito internet e dalla pubblicità in generale nonché a non utilizzare in futuro la stessa come marchio di fatto”: si è concluso, con questo atto di transazione, il contenzioso tra il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e l’azienda abruzzese Ettore Galasso. L’oggetto della contestazione, avviata nel 2019 da parte del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, era un vino denominato “Nobile delle Rocche”, Montepulciano d’Abruzzo. Prima del giudizio le due parti sono giunte ad una conciliazione nettamente a favore della denominazione toscana.
È l’ennesimo caso risolto a favore della prima Docg d’Italia, sottolinea il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, una nuova situazione che ribadisce l’importanza di lealtà in etichetta, ma soprattutto la confusione facilmente generata dalla nomenclatura, una come noto relativa all’appellazione di origine, l’altra a un vitigno. “Non a caso siamo stati il primo Consorzio a richiedere e ottenere dall’Unione Europea l’obbligo di immettere in etichetta la dicitura “Toscana” - commenta il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi - e questo nuovo caso dimostra come la collaborazione tra le due realtà dovrebbe essere più efficace, anche per tutelare il consumatore finale troppo spesso ingannato dall’omonimia”.
Anche per questo, come noto, il Consorzio ha ottenuto, in via definitiva nel luglio 2020, il via libera alla modifica del disciplinare che ha resto obbligatoria la dicitura “Toscana” nelle etichette del Vino Nobile di Montepulciano Docg, del Rosso e del Vin Santo di Montepulciano Doc. “Oggi riteniamo ancora più evidente l’importanza di questa modifica che rafforza da un lato l’origine della nostra denominazione, ma soprattutto è pensata per il consumatore finale che potrà avere più chiarezza sul prodotto scelto”, conclude Andrea Rossi.

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