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VINO E FINANZA

Il vino? Si assicura in base al prezzo di listino della cantina, dalla vigna allo scaffale

Il progetto “Le vie della vite” di Assiteca, broker con 20 anni di esperienza nel vino, che punta sul prezzo-bottiglia stabilito dal produttore
ASSICURAZIONI, ASSITECA, vino, Italia
Il vino? Si assicura in base al prezzo di listino della cantina, dalla vigna allo scaffale

Alle oscillazioni del mercato, alle frenate o alle accelerazioni di ordini o consumi, pur con grande sacrificio e mille difficoltà, un produttore di vino, bene o male, può far fronte. Soprattutto se si parla di vini a lungo invecchiamento, che magari hanno cicli economici e tipi di mercato non troppo strettamente collegati alle contingenze di breve periodo sul mercato. Perchè il vino che non si riesce a vendere oggi, magari, almeno in alcuni casi, si potrà vendere domani. Quello che crea un danno permanente ed irrecuperabile, invece, è la perdita del prodotto, che avvenga in vigna, per ragioni legate al meteo, o in una delle tante fasi di lavorazione distribuzione che portano il grappolo d’uva raccolto a diventare bottiglia di vino che arriva sulla tavola. Certo, esistono le assicurazioni, ma la gran parte si basa su valori medi, spesso riferiti più all’uva da cui si produce un dato vino, più che al vino stesso. Ma ora, in un contesto in cui, al di là dell’emergenza Covid, il rapporto tra produzione enoica si fa sempre più importante, e guarda a strumenti sempre più evoluti, c’è anche chi assicura il valore della bottiglia, guardando non a valori stabiliti da terzi, ma al listino prezzi stabilito dall’azienda. Lo prevede il programma “Le vie della vite” di Assiteca, il più grande broker assicurativo italiano e società di consulenza sulla gestione integrata dei rischi aziendali, con oltre 20 anni di esperienza nel settore.
“Non si tratta di un prodotto assicurativo generico adattato alla produzione del vino, ma di un programma studiato appositamente per le cantine, di cui dopo anni conosciamo esigenze e rischi”, spiega, a WineNews, Emanuele Parri di Assiteca. Che sottolinea un aspetto importante: “oggi tutte le cantine hanno delle assicurazioni sui beni, ma pochissime sono quelle che assicurano il prodotto. Anche perchè spesso il valore riconosciuto in caso di danno legato alla perdita del prodotto è lontanissimo da quello che l’azienda ricaverebbe vendendo il prodotto. Qui, invece, è proprio il valore stabilito dall’azienda ad essere assicurato, in maniera modulare, guardando a tre fasi: quella che vegetativa, e cioè in vigna, quella di vinificazione, e cioè in cantina, e quella distributiva.
Noi andiamo a riconoscere il prezzo del listino dell’azienda, il valore di ogni singola etichetta, il valore concordato tra noi e l’azienda, senza dunque interventi terzi, al netto dei costi sostenuti. Perchè chiaramente se la perdita del prodotto avviene in vigna, per una grandinata, per esempio, il produttore non sostiene i costi di raccolta e produzione, per esempio. In sintesi, si definisce il valore della bottiglia da listino con l’azienda, e insieme di fissa la percentuale del valore in relazione alla fase di lavorazione e produzione in cui ci si trova quando malauguratamente avviene l’eventuale danno”.
Un aspetto decisamente interessante, soprattutto per produzioni di grande qualità. Tanto che, spiega la stessa Assiteca, tra le cantine partner, ci sono diversi nomi di primo piano, soprattutto dalla Toscana, come Cecchi, Frescobaldi, Tenuta Argentiera, Masseto, Ornellaia, Badia a Coltibuono e Villa Calcinaia.
“Per i vini che fanno lungo affinamento come le riserve, e che quindi hanno prezzi che saranno a listino solo dopo gli anni necessari ad uscire come mercato - sottolinea ancora Parri - si prendono i valori di riferimento, i prezzi medi di annate di quel vino o di quella denominazione giudicate dello stesso livello qualitativo di quelle del vino in oggetto, come per esempio i rating espressi in stelle o così via, ma comunque su valori ben definiti. E ci sono altre peculiarità. Per esempio, paghiamo anche la differenza del valore-bottiglia in caso di declassamento del vino, se avviene in certe condizioni. E copriamo anche la fase distributiva, compresa la giacenza presso terzi, in caso per esempio di allagamenti, incendi o anche eventi che alterano la qualità del prodotto ma anche il trasporto, sia “inter company”, cioè da stabilimento all’altro della stessa azienda, o anche tra aziende diverse”.
Con tante attenzioni, perchè, come detto, le fasi che portano alla bottiglia finita, partendo dalla vigna, sono tante. “Di solito il danno economico più ingente e intenso le cantine lo subiscono se si verifica un evento critico in vigna, come una grandinata che porta alla perdita di produzione. Ma per frequenza di danno, dalla nostra esperienza, la fase più complicata è quella di vinificazione, o comunque di cantina: si può ribaltare un carrello o una cassetta mentre si porta l’uva in cantina, oppure subire un blocco di fermentazione perchè non funziona accidentalmente il sistema di controllo della temperatura, oppure si può rompere uno scaffale che regge le bottiglie o le botti, solo per fare degli esempio. Tante piccole criticità che possono generare danni di frequenza, più che di grande importo”.

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