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OLIVICOLO IN CINA

In Cina le importazioni di olio d’oliva italiano crescono del 41% a 40 milioni di euro

Per presidiare il mercato asiatico, World of Olive Oil (con Veronafiere), di scena dall’8 al 10 novembre ad Hong Kong
CINA, OLIO, VERONAFIERE, Non Solo Vino
In Cina crescono i consumi di olio d’oliva

La Cina continua ad aumentare le proprie importazioni di olio, arrivando nella campagna olearia 2017/2018 a 45.000 tonnellate, contro le 44.000 del 2016/2017. Un piccolo incremento, ma significativo di un trend che vede questo mercato avvicinarsi ai consumi del Giappone, che a sua volta ha importato 55.000 tonnellate, in crescita di 1.000 tonnellate sull’annata precedente. Solo 10 anni fa i consumi di olio d’oliva in questi paesi era assai modesto o inesistente. Le prime statistiche per la Cina risalgono al 2008/2009, quando il paese importò 12.000 tonnellate, mentre il Giappone era a 30.000. In questo quadro, è molto positivo anche il trend dell’olio italiano in Cina, che secondo i dati Istat nel 2017 ha fatto segnare un fatturato di oltre 40 milioni di euro, con una crescita del 41% sull’anno precedente. Un mercato, quello cinese, che il comparto ha tutta l’intenzione di presidiare, tanto che accanto al rinnovo della collaborazione per il settore del vino, Veronafiere e Hong Kong Convention and Exhibition Centre hanno siglato un accordo e lanciato una iniziativa dedicata specificatamente all’olio d’oliva: World of Olive Oil, di scena in parallelo all’Hong Kong International Wine & Spirits Fair dall’8 al 10 novembre 2018.

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