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Innovazione e sostenibilità per garantire e aumentare una produzione agroalimentare italiana di qualità: tra nuove tecnologie, un rinnovato rispetto per l’ambiente e anche la politica, le sfide del domani nel convegno Confagricoltura

In un panorama odierno nel quale l’innovazione (sia essa tecnologica, sociale, di filiera o di prodotto) è un elemento fondamentale per competere nei mercati globali, l’agricoltura si trova ad affrontare più sfide per garantire ai cittadini, e garantirsi a propria volta, un futuro sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Un futuro che è necessario anche per evolvere una produzione agroalimentare di qualità, che è il simbolo dell’eccellenza italiana: e in questo senso, un uso razionale e non pregiudiziale degli agrofarmaci è una componente fondamentale dell’agricoltura sostenibile. Ecco il messaggio del convegno promosso da Confagricoltura che si è svolto oggi a Milano, dal titolo “Innovazione, lavoro, territorio, benessere e qualità”, e al quale hanno partecipato, oltre al presidente Confagricoltura Massimiliano Giansanti, Roberto Formigoni, presidente della IX Commissione Agricoltura del Senato, la senatrice Elena Cattaneo e Angelo Moretto del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’Università di Milano.
Innanzitutto, appare necessario accelerare su un recupero di redditività del comparto, che passa attraverso un aumento della produttività ed un contenimento dei costi. Secondo le stime del Centro Studi di Confagricoltura, al boom dell’export agroalimentare (che nel periodo gennaio-novembre dell’anno scorso ha raggiunto quota 37,6 miliardi di euro) si è accompagnata una crescita delle importazioni, che da gennaio a novembre 2017 hanno superato i 41 miliardi di euro. Si conferma e si accentua così la natura dell’Italia come Paese di trasformazione di materie prime estere, un dato che per Confagricoltura impone una riflessione sulla competitività dell’agricoltura tricolore.
“Deve aumentare la produttività ma anche la sostenibilità”, ha affermato Giansanti: “la sfida è produrre di più ma con un minor impatto sull’ambiente, un obiettivo che si raggiunge accelerando sull’innovazione, sulle tecniche produttive che favoriscono l’uso mirato dei principi attivi. Solo un’agricoltura competitiva, che guarda lontano e che produce reddito, a cui si offrono più opportunità che vincoli, sarà in grado di assicurare un idoneo presidio del territorio e dell’ambiente”.
In quest’ottica, ha proseguito Giansanti, “i driver dell’innovazione sono agricoltura di precisione, genetica, adattamento dell’agricoltura ai cambiamenti climatici, controllo delle malattie delle piante, salute, benessere, nutraceutica, tecnologie dell’informazione, big data e digitalizzazione”. E dato tutto questo, evidenza Confagricoltura, l’utilizzo razionale della chimica in agricoltura è un elemento indispensabile per vincere le sfide della competizione globale, e per soddisfare non solo la domanda di cibo di una popolazione in crescita, ma anche per garantire modelli di sviluppo sostenibili. Gli agrofarmaci sono ormai da molti decenni un ausilio importante per l’agricoltura, e le nuove tecniche produttive, le innovazioni tecnologiche a livello industriale ed agricolo, la ricerca di nuovi principi attivi e un loro uso mirato hanno prodotto risultati anche in termini di quantitativi utilizzati, al punto che oggi sul piano dei residui l’Italia dimostra di essere sempre un paese all’avanguardia, anche in ambito comunitario, dato che la riduzione complessiva degli agrofarmaci è stata del 15%.

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