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L'economia / Corrieri

Guide - I prodotti di eccellenza sono troppo pochi ... Angelo Gaja Langhe “Sorì San Lorenzo” 2001, Casanova di Neri Brunello di Montalcino “Cerretalto” 1999, Gianni Masciarelli Montepulciano d’Abruzzo “Villa Gemma” 2001, Oasi degli Angeli “Kurni” 2003, Galardi “Terra di Lavoro” 2003, Montevetrano “Montevetrano” 2003, Luciano Sandrone Barolo “Cannubi Boschis” 2001, Foradori “Granato” 2003: sono soltanto otto i “super vini”, che, stando al dato rilevato da WineNews incrociando i risultati delle cinque Guide più importanti d’Italia edizione 2006 - Gambero Rosso-Slowfood, L’Espresso, Veronelli, Ais-Bibenda, Luca Maroni - vengono riconosciuti unanimemente come vini di riferimento ed inclusi nelle classifiche di eccellenza.

Winenews ha anche raccolto i primi commenti di alcuni dei produttori più importanti che compongono questo ristrettissimo “club dell’eccellenza”. Per Gianni Masciarelli, l’imprenditore che forse più di tutti ha contribuito al successo dell’Abruzzo enologico nel mondo, “questo risultato arriva con qualche anno di ritardo, se consideriamo che avrei potuto raggiungerlo almeno altre tre o quattro volte, ma sono molto contento. E’ la prova che il “Villa Gemma” è un vino importante - prosegue Masciarelli - prettamente italico, un emblema della produzione autoctona di territorio”. Anche da Montalcino, dove Giacomo Neri, proprietario di Casanova di Neri, una delle griffe emergenti del Brunello, spiega con soddisfazione che “questo risultato premia un vino strettamente legato ad un territorio e al suo vitigno d’elezione. Figlio di una grande annata, il “Cerretalto” ’99 porta per la prima volta Montalcino nella eletta schiera delle eccellenze”.

Il dato emerge dal semplice incrocio dei vini presenti negli elenchi dell’eccellenza enologica italiana delle cinque Guide di riferimento, senza però entrare nel dettaglio del mezzo punto o del punto in più o in meno, espresso in centesimi o in ventesimi, che WineNews considera assolutamente irrilevante, quando si parla di vini di comprovata qualità. Come, d’altra parte, l’elenco degli otto “super vini” non rappresenta minimamente una classifica, trattandosi di vini di pari importanza. Ma il fatto che siano soltanto otto i vini che mettono d’accordo le cinque Guide più importanti del panorama della critica enologica italiana, può lasciare qualche perplessità.

“E’ strano che siano soltanto otto i vini considerati i migliori da tutte le Guide più importanti - spiega Alessandro Regoli, direttore di WineNews - e che degustatori si trovino d’accordo soltanto su un numero così ristretto di etichette, che rappresenta una goccia nel mare del vino italiano, che, stando ai loro stessi pareri, avrebbe raggiunto ormai un livello qualitativo medio molto alto. Anche se le Guide sono riuscite ad effettuare una vera e propria opera di “alfabetizzazione” sui consumatori, basti pensare al caso emblematico della capostipite guida Gambero Rosso-Slowfood, mi pare penalizzante per il vino italiano - conclude Regoli - avere soltanto otto etichette unanimemente considerate al top dai migliori critici del nostro Paese. Spero che ci sarà una maggiore condivisione il prossimo anno”. (arretrato de "L'Economia - Corrieri" del 25 novembre 2005)

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