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L'espresso

Il Brunello va dall'analista... Come ogni anno, in vista della nuova vendemmia, ogni intellettuale di
sinistra si sente obbligato a simulare la massima competenza enologica,
pena l'espulsione immediata dal consesso degli uomini di cultura. Ecco
dunque il mio tributo. Nel Bolgherese e nel Barolo, le due zone più
rinomate, in settembre dilaga il fenomeno del grape-watching: le folle
di curiosi che in agosto a Porto Cervo osservano gli yacht, si spostano
intorno ai vigneti toscani e piemontesi, e seguono la maturazione delle
uve per giornate intere, applaudendo i grappoli più spettacolari e
chiedendo l'autografo alla manodopera rumena che cura le fasi della
lavorazione: dalla spolveratura degli acini, all'accordatura dei tralci
effettuata da mastri liutai, alla lucidatura del parquet di mogano che
ha sostituito, nei vigneti più prestigiosi, la nuda terra.
Gli Antinori e i Frescobaldi gareggiano in qualità e in classe, e
quest'anno, con 2 mila ettari di vigneto cadauno, produrranno una sola
bottiglia a testa, che sarà ricevuta da Ciampi e poi esposta agli
Uffizi (visite solo su prenotazione). Più andante la scelta commerciale
di Gherardo della Gherardesca, che produrrà almeno cento bottiglie del
suo Corteccione di Pianugola, un rosso così intenso e corposo che va
estratto dalla bottiglia con uno speciale ferro da calza e poi lavorato
a mano per ammorbidirlo. Ottimo spalmato sul pane toscano rustico. Fa
discutere l'innovazione del marchese Incisa della Frescura, che mette a
stagionare in barrique, oltre al suo rinomato rosso Cosciolone, anche
gli operai della sua cantina, con una cannuccia per respirare.
Importante che gli operai si immergano con le scarpe da lavoro e il
berretto, così da ottenere, come aroma finale, quell'armonia tra uomo e
territorio che è il sogno di ogni vigneron.
Interessante il nuovo Barolo di Gino Pautasso, il 'Puaret' dal
caratteristico bouquet di nocciola, frutti di bosco, cinghiale,
nespole, torrone, merluzzo, zenzero, ortica, braciola, argilla,
gallina, prosciutto di renna, sciroppo di sambuco e carbon fossile. "Il
Barolo era diventato un vino troppo carico", spiega Pautasso, "e così
abbiamo deciso di puntare su un prodotto più semplice". Ogni bottiglia
di Barolo, come tradizione, verrà scortata in enoteca da una guardia
giurata e quotata in Borsa. Gli immobiliaristi romani hanno già
lanciato l'Opa per controllare l'intera produzione dei fratelli Blegna,
il Blegnone, un barolo così straordinario che solo a nominarlo gli
intenditori svengono e i ristoratori scoppiano in lacrime per
l'emozione. Nessuno è mai riuscito ad assaggiarlo perché, prima che i
bevitori riescano a ricomporsi, l'intero contenuto della bottiglia,
molto aromatico, evapora e svanisce, lasciando nell'aria una luce
intensissima e il tipico profumo delle apparizioni mariane.
Sta finalmente rialzando la testa il Brunello di Montalcino. Caduto in
disgrazia perché costava solo 80 euro a bottiglia, sfigurando di fronte
ai rossi del Bolgherese (dove 80 euro consentono solo il biglietto
d'ingresso in enoteca, e il diritto di interpellare il commesso), il
Brunello è stato ripensato profondamente dal famoso enologo francese
Jean-Louis Brot (ispiratore del film 'L'uomo che sussurrava agli
acini'). Brot pratica la psicoterapia ai grappoli sfiduciati,
stimolandone l'autostima.
In Franciacorta è promettente l'annata del pregiatissimo bianco
frizzante, riconoscibile dal caratteristico gorgo ribollente che i gas
producono nel bicchiere. Si fa strada il Ruttone, venduto con
l'apposito estintore utile a sedare il principio di incendio a ogni
stappatura, e si muove bene anche il Cavernoso, uno spumante dal
carattere molto deciso che dopo la beva lascia nelle corde vocali solo
i suoni gutturali, divertendo molto le tavolate.
Sempre molto attesi i bianchi siciliani e i rossi altoatesini, in
genere ottimi ma penalizzati dal prezzo onesto: un ritardo inspiegabile
secondo gli esperti. Bene il Verdicchio, aiutato dalle innovazioni
introdotte dai tedeschi e dagli olandesi che stanno acquistando
l'intera regione Marche. I tedeschi aggiungono luppolo, sostenendo di
non avere mai notato la differenza. Gli olandesi, grazie a un ingegnoso
sistema di dighe, allagano il vigneto e vendemmiano in barca.

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