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L'espresso

La vendemmia col gatto delle nevi ... Satira preventiva... Ed eccoci al consueto appuntamento con le previsioni sull’annata vitivinicola.
Toscana
Migliorare la qualità non era più possibile. E così, per rimanere al vertice della produzione nazionale, anche quest’anno Sassicaia e Ornellaia hanno agito sui prezzi, raddoppiandoli. In compenso, l’acquisto di una bottiglia comprende una serie di servizi aggiuntivi molto prestigiosi: in presenza del cliente, l’etichetta viene letta ad alta voce da Giorgio Albertazzi. Tutti i tappi di sughero sono rollati tra le cosce di un’operaia, come i sigari cubani, e possono essere fumati a fine pasto. Molte le aziende acquistate dai miliardari russi, che hanno voluto conferire ai vini toscani un inconfondibile tocco di raffinatezza inserendo nelle bottiglie di alta gamma un veliero in miniatura.
Piemonte
I miliardari russi hanno comperato parecchi ettari nelle Langhe. Il loro barolo si distingue per il forte retrogusto di banconote da 500 euro, fermentate in botte. Non contenti, chiedono anche altre variazioni del capitolato: per esempio, la possibilità di lanciare anche una linea di bottiglie con palline di polistirolo che galleggiano nel vino, per ottenere l’effetto neve. Resistono all’assalto dei russi le aziende storiche, specie i piccoli produttori molto legati alla tradizione. Come i fratelli Poiretto, che vendemmiano con il cappello in testa come il padre e il nonno e pigiano le uve in una vecchia Bianchina. O come i valdostani Genesio e Walter Bonnet, che coltivano la vigna più alta d’Europa a 1.800 metri e dai pochi grappoli superstiti, pigiati con il gatto delle nevi, ottengono il rinomatissimo Glasson, un vino ghiacciato dal forte retrogusto di gasolio.
Veneto
Il boom economico del Nord-est premia anche i vini del Veneto. Oltre ai tradizionali vini per uso alimentare, la prodigiosa laboriosità dei veneti è riuscita a invadere i mercati mondiali anche con vini per uso industriale, dal Marghera Rosé, eccellente per sgrassare i macchinari, all’inchiostro di Schio, un vino nero imbevibile ma molto usato per tingere i tessuti. Molto temuta la concorrenza dei cinesi, diventati abilissimi non solo nell’imitazione dei prodotti veneti, ma anche nell’imitazione dei produttori: parlano perfettamente dialetto e presentano biglietti da visita con falsi nomi come Bepi Ciang. I miliardari russi hanno acquistato l’intera produzione di Amarone, bevendola sul posto.
Alto Adige
I bianchi di Alto Adige hanno ormai raggiunto un livello aromatico così straordinario che si vendono solo in profumeria. La confezione spray è richiestissima. Un sommelier di particolare sensibilità è riuscito a registrare in un solo bicchiere di Traminer aromi di lampone, cocco, roast-beef, vaniglia, anice, pizza, lenzuola usate, aringa, calcestruzzo, tappeto turco, liquirizia e schedina del Totocalcio. Subito dopo ha perso i sensi.
Liguria
I vini strappati alla montagna, terrazza dopo terrazza, sono l’orgoglio della viticoltura ligure. Grande successo del Condominio, un pigato coltivato sui balconi delle seconde case di Alassio e Rapallo, dal forte retrogusto di geranio. Si sta cercando di piantare la vite anche nei parcheggi del Tigullio, uniche zone non cementificate della regione. I miliardari russi hanno comperato il teatro Ariston e commerciano il prezioso Festival, un rosso ottenuto dalla pigiatura delle poltrone del teatro.
Sicilia
Produzione di ottima qualità, ma la piaga del furto di vigne penalizza i produttori onesti. La mafia, non contenta di dirottare l’acqua degli acquedotti, dirotta interi filari facendoli smottare nei propri terreni con la dinamite. Il problema è aggravato dall’omertà: alcuni vignaioli, pur essendosi ritrovati insieme alla loro vigna un chilometro più a valle, sostengono di non avere notato niente di anomalo.

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