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L'espresso

Maremmashire ... Con i suoi paesaggi, i suoi prodotti e i suoi vini sempre più apprezzati, l’area è considerata il nuovo Chianti. Attira investitori e turisti stranieri a caccia di ville e casali... È ambientato in Maremma il nuovo film di Francesco Falaschi “Questo mondo è per te”; appena uscito nelle sale. La storia di formazione di un giovane aspirante scrittore che si intreccia con il mondo del vino, cui fa da sfondo il paesaggio delle colline del Morellino, sempre più apprezzato. Lo straordinario sviluppo vitivinicolo della provincia di Grosseto, oggi considerata il nuovo Chianti - negli ultimi anni ha visto la nascita della Docg Morellino di Scansano e di ben sette Doc: Ansonica Costa dell’Argentario, Bianco di Pitigliano, Capalbio, Montecucco, Monteregio di Massa Marittima, Parrina, Sovana - ha spinto a investire in queste zone non solo produttori di grandi vini, ma anche alcuni tycoon che hanno acquistato terreni e vigneti. Mentre inglesi, tedeschi e olandesi si sono accaparrati ville, casali e ruderi da ristrutturare. Benvenuti in Maremmashire.

Il boom del Montecucco doc... Dal 21 al 23 maggio a Grosseto andrà in scena la seconda edizione del “Maremma Wine Shire”, il Salone dei vini della Maremma. La manifestazione riunirà per tre giorni più di 150 espositori, tra cui la nuova promessa del vino toscano: il Montecucco Doc, il grande Sangiovese alle pendici dell’Amiata che negli ultimi dieci anni è cresciuto velocemente in qualità e quantità. E che adesso, grazie anche all’attività del consorzio di tutela, aspetta il riconoscimento del marchio Docg. Il territorio della Strada del Vino Montecucco (www.stradadelvinomontecucco.it) abbraccia paesaggi, pascoli e castagneti, vigneti, oliveti, borghi, castelli, antiche cantine e che impreziosite da opere d’arte, con un’offerta enoturistica in continuo aumento. Quasi tutte le cantine, infatti, propongono la vendita del vino e la degustazione per eventi e tasting guidati, mentre molte aziende della zona offrono ai visitatori sia il pernottamento che la ristorazione.

La rinascita… Se il cinghiale è considerato un animale simbolo della Maremma Toscana, ingrediente di molti piatti della gastronomia locale, la vacca maremmana ha assunto un ruolo importante nell’economia rurale, grazie a un progetto di recupero portato avanti dall’azienda regionale agricola di Alberese in collaborazione con l’Agenzia regionale per l’innovazione e la sperimentazione in agricoltura (Arsia). Questa robusta razza bovina podolica, dalle corna a forma di lira e dal manto con sfumature grigie, quasi scomparsa negli anni Cinquanta perché non ritenuta adatta all’agricoltura moderna, oggi è di nuovo allevata da molte aziende. Gli allevamenti sono allo stato brado per tutto l’anno, i bovini si nutrono di erbe da pascolo e fronde degli alberi della macchia mediterranea. intorno alla tazza bovina, tutelata dal presidio Slow Food, qualche anno fa è nata l’associazione che ha dato vita alla Carta dei valori della Maremmana, una sorta di disciplinare per l’allevamento e la produzione di questo tipo di carne. Tra le attività c’è anche la volontà di tutelare la figura del buttero e il paesaggio, che senza le mandrie al pascolo diventerebbe impraticabile. L’azienda agricola Alberese (www.alberese.com) propone un itinerario di “degustazione ambientale” con escursione nel Parco della Maremma e assaggi di vino, olio, formaggi, salumi locali e naturalmente carne.

Chianti ma non solo... Certo, dici Toscana e pensi subito al Chianti. Non passa mai di moda il territorio del Chianti Classico, forte di una denominazione-icona che racchiude l’identità di una regione che vanta oltre un milione di visitatori l’anno, da oltre un secolo modello del turismo del vino in Italia. Con “Classico è” (www.classico-e.it, 142 giugno), il distretto del Gallo Nero si mette in mostra con un cartellone di eventi unico che arricchisce le proposte del wine & food presenti tutto l’anno. Se il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino (www.consorziobrunellodimontalcino.it) fornisce la lista di tutte le cantine che si possono visitare, nell’enoteca del consorzio del Vino Nobile di Montepulciano (www.consorziovinonobile.it) si possono conoscere e degustare tutti i vini degli associati.

Tra la Chianina e la Cinta senese… Altro simbolo gastronomico della regione è la Chianina (www.razzachianina.it), celebre razza bovina autoctona di grande taglia, dal manto bianco. La tenuta La Fratta (www.tenutalafratta.it) a Sinalunga (Siena), la fattoria fondata nel Cinquecento dove nel 1880 avvenne la selezione della razza Chianina ad opera del professor Ezio Marchi, ha appena inaugurato il ristorante La Toraia, dedicato proprio alla razza bovina autoctona. Ma il vero pilastro della gastronomia regionale è il Prosciutto Toscano Dop (www.prosciuttotoscano.com), che nasce da un’antica tradizione contadina. La sua produzione veniva già regolamentata al tempo dei Medici con un disciplinare ante litteram. Si differenzia dal Parma e dal San Daniele per il periodo di salatura più lungo e perché al sale vengono aggiunte spezie ed erbe aromatiche. Il consorzio del Prosciutto Toscano organizza su richiesta visite e degustazioni presso i produttori per scuole e privati. Altro must della gastronomia toscana, inoltre, è la Cinta Senese, il maiale nero con la striscia bianca che fascia le zampe anteriori e vive allo stato semibrado. La pregiata e antica razza suina, a rischio di estinzione, qualche anno fa è stata recuperata e riproposta al mercato da un gruppo di allevatori appassionati che si sono riuniti nell’associazione “Compagnia della Cinta”, poi trasformata in consorzio della Compagnia della Cinta Senese. Tra produttori capofila della riscoperta Carlo Cattaneo dell’azienda agricola Massanera (www.massanera.com) a San Casciano Val di Pesa (Firenze), fondatore della Compagnia della Cinta e Paolo Parisi (www.paoloparisi.it), allevatore-guru nella Tenuta Le Macchie a Usigliano di Lan (Pisa). Entrambi offrono ospitalità, organizzano la vendita diretta di tutti i prodotti della lavorazione del suino, dal prosciutto alla soppressata, dalla finocchiona alla guancia.

La pasta di grano toscano… La prima pasta a tracciabilità completa, certificata dal marchio Agriqualità della Regione Toscana, si chiama La Tosca (www.pastalatosca.it). Fortemente radicata al territorio, viene prodotta solo con le varietà di grano duro più pregiate coltivate più pregiate coltivate in Maremma, Vai d’Orcia, nelle Crete senesi e nelle Colline pisane e livornesi. La “farfalla bianca” di Agriqualità indica che i produttori di grano seguono il disciplinare dell’agricoltura integrata che riduce l’uso dei prodotti chimici e vieta gli Ogm. Su ogni confezione di pasta viene riportato il numero di lotto da cui proviene il grano.

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