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L’obbligo di certificazione antimafia per tutti i terreni agricoli, in vigore dal 9 novembre, rischia di gettare nel caos richieste ed erogazioni dei fondi Pac. Fiorio (Commissione Agricoltura Camera): “inseriremo soglie su valore terreni”

Gli agricoltori italiani rischiano di perdere i finanziamenti europei della Pac a causa delle modifiche alla legge antimafia che prevedono l’obbligo di certificato antimafia per tutti i terreni agricoli per cui si richiedono i finanziamenti europei dedicati all’agricoltura (Pac). Con conseguenze burocratiche non indifferenti per le prefetture e la possibile perdita dei fondi comunitari per gli agricoltori. A riferirlo sono il settimanale L’Informatore Agrario (www.informatoreagrario.it) e il vice presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Massimo Fiorio.
Le conseguenze dell’entrata in vigore, il prossimo 19 novembre, della legge del 17 ottobre 2017, n. 161 (che contiene “Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al Codice Penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate”), riguardano il comma 1 bis dell’articolo 28, che prevede, infatti, l’obbligo di presentare il certificato antimafia per tutti i “terreni agricoli demaniali che ricadono nell’ambito dei regimi di sostegno previsti dalla Politica agricola comune, a prescindere dal loro valore complessivo, nonché su tutti i terreni agricoli, a qualunque titolo acquisiti, che usufruiscono di fondi europei”, pena l’esclusione dal finanziamento.
“La norma inserita nel Decreto fiscale, attualmente in discussione al Senato, che prevede l’obbligo del certificato antimafia per poter beneficiare delle risorse Pac, senza alcuna soglia per il valore del terreno, rischia di compromettere l’erogazione dei fondi comunitari a migliaia di agricoltori ed ingolfare l’attività delle prefetture di tutta Italia”
dichiara Massimo Fiorio, vicepresidente della Commissione Agricoltura di Montecitorio, che continua: “questa disposizione va assolutamente cambiata in sede di discussione parlamentare, magari inserendo dei parametri economici precisi al di sotto dei quali decade l’obbligo di presentare il certificato antimafia. Se non avverrà al Senato lo faremo alla Camera”.
Anche per il direttore della rivista L’Informatore Agrario, Antonio Boschetti, il rischio è reale: “se l’articolo non sarà emendato, la conseguenza sarà il caos totale: le prefetture si troverebbero ad affrontare 3 milioni di domande che non potrebbero mai essere evase in tempo utile e la perdita dei fondi europei rientranti nella Pac avrebbe conseguenze disastrose per gli agricoltori italiani”.

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