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L’olio italiano è già stato messo a dura prova nel difficile 2017 e ora il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori lancia un altro allarme: “dalla Tunisia arrivano tonnellate di olio d’oliva sul mercato, proprio nel bel mezzo di raccolta e produzione”

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Coi: dalla Tunisia arrivano tonnellate di olio d’oliva sul mercato, proprio nel bel mezzo di raccolta e produzione

La produzione di olio italiano è già stata messa a dura prova dalle difficili condizioni meteorologiche del 2017, tra gelate primaverili, caldo anomalo e scarse piogge. La raccolta delle olive è già cominciata, e in alcuni casi addirittura già terminata: ma a mettere ancora di più in crisi il settore olivicolo c’è l’arrivo sul mercato italiano di olio straniero, soprattutto tunisino che, grazie al regolamento comunitario del 2006, ha zero dazi. Solo a settembre sono arrivate dalla Tunisia 6.300 tonnellate di prodotto, mentre nei primi 15 giorni di ottobre è stato registrato l’ingresso di quasi 1.000 tonnellate di olio. Si parla di un periodo delicato per il settore dell’“oro verde”, cioè proprio quello della raccolta e produzione, quindi fondamentale per il rafforzamento di un mercato già abbastanza in crisi. Il Governo dovrebbe quindi pensare di sospendere, secondo Gennaro Sicolo, presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, le importazioni di olio extracomunitario, soprattutto tunisino, nel periodo della raccolta e calendarizzare l’arrivo del prodotto nei mesi meno caldi per il settore.

“Chiedo l’intervento del Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, e del Ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, per sospendere nei periodi caldi della raccolta e della produzione, da ottobre a maggio, l’arrivo di oli extracomunitari sul nostro territorio”, ha evidenziato Sicolo. “Per coprire il nostro fabbisogno abbiamo bisogno di importare prodotto e l’Unione Europea ci impone di aiutare la Tunisia, lo capisco, ma, lasciando libere le grandi aziende di ritirare olio extracomunitario quando vogliono, si rischia seriamente di alterare il mercato e di mettere in difficoltà centinaia di migliaia di produttori con le rispettive famiglie. Inoltre, per tutelare i consumatori - conclude Sicolo - sono necessari controlli più efficaci sull’arrivo e sulla destinazione di questi oli, oltre che sulla tracciabilità e sulle indicazioni riportate in etichetta dalle aziende che ne fanno uso e abuso”.

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