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LA COMMISSIONE EUROPEA CORRE IN SOCCORSO DELLE API, CON UN NUOVO PIANO DI AZIONE UE PER LOTTARE CONTRO LA MORTALITA’ IN AUMENTO NON SOLO IN EUROPA: COSI’ IL COMMISSARIO ALLA SANITA’ JOHN DALLI. PANELLA (UNAAPI): “ORA PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI”

La Commissione europea ha deciso di correre in soccorso delle api: raccogliendo l’appello del Parlamento Europeo, il commissario alla Sanità John Dalli ha oggi ridefinito il piano d’azione Ue per lottare contro la mortalità delle api in aumento non solo in Europa, ma in diverse parti del mondo. Gli studi scientifici condotti sinora infatti, non sono riusciti ad identificare le cause esatte nè l’estensione del problema. Più fattori sono sotto accusa e vanno verificati: dai batteri, virus e parassiti alla perdita dell’habitat naturale, dall’uso di alcuni pesticidi al cambiamento climatico. Una dichiarazione positiva quella del commissario europeo alla Sanità secondo Francesco Panella, presidente dell’Unaapi (Unione Nazionale Apicoltori Italiani), che, “nella sostanza sembra accogliere l’analisi e le proposte della recente Risoluzione del Parlamento Europeo. Sta ora alla Commissione però saper passare dalle parole ai fatti. E’, infatti, l’ora di smetterla con la confusa elencazione delle possibili cause e concause del declino di api e apicoltura senza mai dedicare l’attenzione e gli approfondimenti che merita sull’unica causa nuova sempre evocata ma mai studiata. La causa con più che sospetta coincidenza temporale e cui sarebbe più facile porre rimedio: la crescente contaminazione ambientale con molecole insetticide di efficacia sistemica e grande persistenza ambientale”.

Nel presentare la sua comunicazione Dalli sottolinea come “la protezione dell’ape mellifera nell’Ue sia di estrema importanza e come l’Ue dovrebbe sia rafforzare il quadro in vigore sulla base della strategia per la salute animale in vigore, sia assistere gli Stati membri e gli apicoltori nel perseguimento di una salute delle api migliore e sostenibile”. Il nuovo piano d’azione europeo, comprensivo degli interventi già in cantiere, mette quindi l’accento e identifica le questioni chiave per lottare contro la mortalità delle api. Vanno dalla designazione di un laboratorio di riferimento Ue per la salute delle api alla limitata disponibilità di farmaci per il settore, dall’aumento dei fondi per i programmi nazionali (+25% per il 2011-2012) ai progetti di ricerca e alla cooperazione internazionale. Nell’Ue sono 700.000 gli apicoltori e l’84% delle specie di piante e il 76% della produzione alimentare in Europa dipendono in larga misura dall’impollinazione ad opera delle api. Oltre al problema della mortalità, il settore è a rischio a causa di condizioni di marketing difficili e della volatilità dei prezzi. Tutti fattori denunciati dal Parlamento Europeo, lo scorso 25 novembre, quando ha approvato una Risoluzione della sua Commissione Agricoltura in cui si chiedeva “un sostegno finanziario e un ruolo rinnovato e da protagonista del settore all’interno della Politica Agricola comune dopo il 2013”. In particolare, la comunicazione odierna servirà da base per affrontare il problema a livello europeo. Dalli comunque ha rassicurato: “la comunicazione potrebbe preparare la via ad ulteriori interventi dell’Ue”.

“E’ l’ora di smetterla - aggiunge Panella - nella pervicacia di non connettere la crisi di sopravvivenza di api, anfibi, batraci, bombi, farfalle, uccelli (insettivori in particolare) per privilegiare l’unilaterale ricerca di cause patologiche. Un fungo per le rane, un fungo (il nosema) per i bombi, un altro per le api …non vi sarà invece qualche agente che favorisce lo sviluppo di questi patogeni opportunisti? Vi sono tutti gli elementi per sospettarlo - conclude il presidente Unaapi - ma sta proprio alla Commissione finalmente mettere in atto ricerche veramente indipendenti per accertare tutti gli effetti disastrosi su api e ambiente dei nuovi insetticidi sempre più irresponsabilmente utilizzati”.

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