Manca solo la cerimonia di apertura, in programma questa sera, e poi i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 entreranno davvero nel vivo. E se il brindisi ufficiale dei Giochi sarà con il Prosecco Doc (come abbiamo raccontato qui), grazie al più grande investimento del genere mai realizzato dal Consorzio del Prosecco Doc, il vino e la cucina italiana saranno protagonisti, e in parte già lo sono stati ieri, nella cena di gala alla Fabbrica del Vapore a Milano, che ha visto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, fare gli onori di casa ai grandi della Terra, con un trionfo del made in Italy nel piatto e nel calice. A preparare la cena, infatti, come da rumors, è stata la famiglia Cerea, alla guida del tristellato Da Vittorio di Brusaporto, che, oltre ad essere un riferimento del fine dining, è anche una certezza di successo assoluto quando si parla di eventi con grandi numeri. Ai 450 ospiti della cena, infatti, è stato servito il piatto simbolo dei Cerea, i “Paccheri alla Vittorio”, ma anche “Tributo a Milano”, una cotoletta di vitello con crema di patate allo zafferano, e ancora il tiramisù, dolce italiano più amato nel mondo, e la piccola pasticceria che è uno di grandi classici di Bobo e Chicco Cerea (che, curiosità, nei giorni scorsi è stato anche uno dei tedofori che hanno portato la fiaccola olimpica nel suo viaggio, nella città di Bergamo). Nei calici della cena ufficiale, poi, si è parlata la lingua enoica del Friuli Venezia Gilia, della Lombardia e della Sicilia, visto che agli ospiti sono stati serviti il Venezia Giulia Dut’un 2022 della griffe friulana Vie di Romans, il peculiare Maurizio Zanella Rosso del Sebino 2021 di Ca’ del Bosco, tra le cantine di riferimento della Franciacorta, ed il vino dolce più famoso d’Italia, il Ben Ryé 2023 di Donnafugata, da Pantelleria.
Ma come detto, se nei prossimi giorni gli occhi del mondo saranno rivolti alle imprese dei campioni dello sci e di tutte le altre discipline in gara nei Giochi Olimpici Invernali, anche il vino made in Italy sarà protagonista in molte forme. A partire, come detto, dal Prosecco Doc, che dunque, sarà il “primattore enoico” e protagonista in tutti i momenti ed i luoghi chiave dei Giochi, a partire dalla cerimonia di aperture, ma anche all’inaugurazione di Casa Italia alla Triennale di Milano, grazie al “più importante investimento nella storia della denominazione - che porta il territorio veneto e friulano davanti ad una platea globale di oltre 3 miliardi di spettatori”, spiega una nota del Consorzio.
Senza dimenticare la presenza, in tutte le sedi di Casa Italia (oltre a Milano, alla Galleria Farsetti a Cortina d’Ampezzo ed all’Aquagranda a Livigno) dei 26 vini selezionati per il Coni dal team di Lt Wine & Food Advisory di Lorenzo Tersi, supportato dal giornalista e vice direttore del “Corriere della Sera” Luciano Ferraro. E, ancora, il Consorzio Vini Venezia sarà protagonista a Casa Veneto, mentre gli appassionati di vino, tra una gara e l’altra, potranno concedersi un brindisi all’Antica Bottega del Vino nella “dependance” di Cortina - inaugurata da poche settimane - dell’originaria sede veronese (di proprietà delle 10 aziende che fanno parte dell’associazione Famiglie Storiche: Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi e Zenato), tra le altre. E, tra i tanti eventi, c’è anche Winter House Milano Cortina 2026, di scena in Aethos Hotel Milano, casa dell’ospitalità dedicata al team americano di hockey e skating per i Giochi, uno spazio di relazione più che di rappresentanza, pensato per accogliere, raccontare e creare dialogo tra sport, cultura e sistema produttivo italiano. Il progetto, promosso e ideato da Filippo Bartolotta, vedrà protagoniste tante cantine italiane (da Berlucchi Franciacorta a Tenuta Castello di Grumello, da Masciarelli a Pasqua Vigneti e Cantine), con una degustazione, concepita come vera e propria esperienza culturale, condotta dal wine educator Filippo Bartolotta in dialogo con la leggenda olimpica statunitense Brian Boitano. Con i Giochi che sono, dunque, un’occasione unica per scoprire l’anima enogastronomica delle Alpi, tanto che nascono anche nuovi wine tour, legati al colore delle medaglie, che si snodano tra Trentino e Alto Adige, vere e proprie esperienze immersive pensate per raccontare l’identità alpina attraverso il vino, i formaggi e i sapori del territorio, rivolte in particolare agli ospiti internazionali e proposte interamente in lingua inglese: un progetto frutto della collaborazione inedita tra Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, Strada dei Formaggi delle Dolomiti, Strada del Vino dell’Alto Adige, Trentino Marketing e Idm, unite in una visione condivisa che valorizza il territorio come top wine & food destination. E una collaborazione tra Trentino e Alto Adige che segna l’inizio di un nuovo percorso condiviso, un modello che potrà essere replicato e ampliato nel corso dell’anno con nuove proposte dedicate ai food & wine lovers, per vivere esperienze sempre diverse e autentiche tra due dei territori enologici più vocati d’Italia. Ma avrà la sua luce anche l’Amarone della Valpolicella, che con il suo Consorzio sarà protagonista della cerimonia di chiusura dei Giochi (22 febbraio) e di quella di apertura (6 marzo) dei Giochi Paralimpici, che si terrà a Verona. Perché ogni occasione è buona per brindare, soprattutto con il vino italiano.
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