Portare le persone nei territori, e nelle cantine e tra i vigneti, è, a detta di molti, il miglior modo per raccontare il vino, ed in parte anche per venderlo. E d’altronde il grande potenziale dell’enoturismo è nei numeri: secondo i dati Coldiretti/Campagna Amica su un’indagine Ixè, 20 milioni di italiani nel 2025 hanno partecipato ad attività di turismo esperienziale del cibo, degustazioni, visite in cantine e frantoi, e corsi di cucina, con i turisti enogastronomici che rappresentano, ormai, il 59% del totale dei viaggiatori. E per le elaborazioni Srm (Centro Studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo), l’enoturismo è un moltiplicatore di presenze: ogni presenza enogastronomica genera 151,7 euro di valore aggiunto sul territorio, più della media nazionale e ben oltre il turismo balneare, perché attiva simultaneamente agricoltura, ristorazione, commercio, artigianato e servizi. Per valorizzare ancora di più tutto questo, in Lombardia nasce un’iniziativa che mira a diventare nazionale, ovvero un portale interamente dedicato al turismo del vino, dove è possibile informarsi su denominazioni e percorsi tematici, ma anche prenotare direttamente le esperienze, in cantina e non solo. Si chiama “Italian Cellar Door”, e a promuoverlo è Ascovilo - Associazione Consorzi Tutela Vini Lombardi, guidata dalla produttrice Giovanna Prandini (Perla del Garda), che mette insieme, tra gli altri, i Consorzi Garda Doc, Lugana Doc, Vini di Valtellina, quello della Valtenèsi e quello della Valcalepio, e non solo, “con l’obiettivo di trasformare il digitale in uno strumento concreto ed efficiente di comunicazione dell’offerta e valorizzazione dei territori. Mettendo in connessione la ricchezza lombarda con la più ampia Dop Economy nazionale”.
L’iniziativa è stata presentata, oggi a Milano, dagli assessori della Regione Lombardia Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste), che ha sottolineato come la Dop Economy, solo in Lombardia, sfiora i 3 miliardi di valore, e che “digitalizzare e mettere in rete territori, cantine e consorzi significa creare nuove opportunità di reddito per le aziende agricole, sostenere il ricambio generazionale e consolidare quel legame profondo tra prodotto e paesaggio che rende uniche le nostre denominazioni”, e Debora Massari (Turismo, Marketing Territoriale e Moda), insieme a Giovanna Prandini, presidente Ascovilo, Roberta Garibaldi, esperta di turismo e docente universitaria, che ha presentato il primo report sulla domanda internazionale di viaggiatori con esigenze specifiche e sull’evoluzione del concetto di accessibilità nel turismo enogastronomico.
“Il portale nasce dal bisogno di costruire un ecosistema digitale integrato, pensato per ispirare e accompagnare il viaggiatore dalla scoperta alla prenotazione di esperienze autentiche - afferma Giovanni Prandini - grazie a una struttura multicanale, accessibile e interattiva, sarà possibile conoscere cantine, itinerari, eventi e percorsi tematici per rispondere alla curiosità del viaggiatore. Il nostro punto di partenza è il territorio lombardo, laboratorio di lancio per sperimentare modelli innovativi. Il desiderio è di aprirsi poi alla possibilità di includere altri percorsi regionali. Vogliamo essere inclusivi e offrire al visitatore esperienze immersive e culturali, ma anche edonistiche, che lo straordinario paesaggio agricolo può ospitare. Valorizzando tutta la bellezza che distingue il nostro Paese nel mondo. Se vogliamo che le nuove generazioni si appassionino all’agricoltura dobbiamo rendere le attività produttive economicamente sostenibili. E l’enoturismo è una risorsa disponibilem ma non ancora sufficientemente valorizzata”. Il progetto coinvolgerà inizialmente i consorzi di Ascovilo, valorizzando le diverse aree produttive regionali, ciascuna con il proprio carattere distintivo, rafforzando l’attrattività per i turisti italiani e stranieri. Accanto alla promozione, un ruolo centrale sarà dedicato alla formazione e al supporto degli operatori. “Non basta monitorare la domanda e costruire l’offerta, è indispensabile curare la formazione di chi accoglie - sottolinea Prandini - e noi in Lombardia abbiamo i nostri consorzi molto impegnati a sostenere le aziende in questo percorso di conoscenza e miglioramento del servizio”.
“Il portale - rileva la professoressa Roberta Garibaldi - rappresenta un passaggio strategico per strutturare l’enoturismo in chiave sistemica e digitale. Rendere l’offerta visibile, prenotabile e integrata significa rafforzare la competitività dei territori e valorizzare il turismo enogastronomico. La Lombardia si configura come laboratorio, innovazione, formazione e digitalizzaione sono determinanti in una customer journey in profonda trasformazione con l’Intelligenza artificiale. I dati del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano lo confermano in modo inequivocabile: sono oltre il 55% i turisti tedeschi, inglesi, francesi ed americani che vorrebbero venire in Italia per vivere esperienze enogastronomiche nei prossimi anni. Il Rapporto - prosegue Garibaldi - introduce il concetto di accessibilità multilivello: oltre alle esigenze delle persone con disabilità, assumono crescente rilevanza l’accessibilità informativa e digitale, quella per il turismo “silver”, le famiglie con bambini, i visitatori internazionali, l’accessibilità alimentare e le soluzioni pet-friendly. Ed evidenzia come molte destinazioni del vino e del cibo stiano iniziando a considerare l’accessibilità non come un costo, ma come un investimento strategico, capace di migliorare la qualità dell’offerta e di rappresentare un fattore distintivo competitivo. L’approccio proposto va oltre il semplice superamento delle barriere e punta alla progettazione universale delle esperienze: percorsi tattili e sensoriali, strumenti digitali di supporto, segnaletica chiara, menù accessibili, degustazioni guidate anche per persone con disabilità visive o uditive, aree di sosta e accoglienza dedicate”.
A sottolineare la portata strategica dell’iniziativa anche Dominga Cotarella, presidente Fondazione Campagna Amica: “il lancio del portale Ascovilo segna un passaggio storico per l’enoturismo italiano: un ecosistema digitale nazionale che connette cantine, territori e viaggiatori in un’unica piattaforma. L’enoturismo è stato il vero apripista, pioniere, del turismo enogastronomico italiano: sono state le nostre filiere agricole a “inventare” e “innovare”, per prime, con proposte esperienziali capaci di trasformare un vigneto in una destinazione, una cantina in un luogo di incontro tra culture”.
I contenuti del portale saranno realizzati in collaborazione con consorzi, enti locali, Gal e Strade del Vino. Come vere e proprie redazioni territoriali, segnaleranno eventi, forniranno materiali attraverso sezioni tematiche. Il progetto è già entrato nella fase operativa con la mappatura dell’offerta disponibile in Lombardia, la raccolta dei contenuti e la messa online della piattaforma.
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