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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino / Economia

Nel Territorio del celebre vino toscano: Berlusconi acquista una fattoria. E ora si dà al Brunello ... Silvio Berlusconi scende nuovamente in campo. Anzi, questa volta in un vigneto, visto che sta concludendo una trattativa per l'acquisto di una prestigiosa azienda a Montalcino. Si chiama Castello di Velona. In tutto trentadue ettari, cinque dei quali di vigneto e altrettanti di oliveto, dominati da un maniero che sorge sulla sommità di un colle da cui lo sguardo spazia dalla val d'Orcia, al monte Amiata fino alla Maremma. Nessuna indiscrezione sul prezzo, anche se le quotazioni immobiliari della zona del Brunello permettono una stima attorno ai 18 milioni di euro. Il presidente del consiglio non ha mai visitato di persona la sua nuova proprietà, anche se proprio ieri ha pranzato insieme al suo legale di fiducia, l'onorevole Niccolò Ghedini, a Paganico, centro del Grossetano a pochi chilometri da Montalcino. Sembra che l'obiettivo della privatissima visita in Toscana sia stato proprio un interesse in campo immobiliare. ». Ad affascinare il premier, oltre all'ipotesi di entrare nel ristretto club dei produttori del celebre Brunello (un centinaio in tutto), la bellezza di un luogo riservato e tranquillo, a un paio di ore d'auto e pochi minuti di elicottero da Roma, ideale per momenti di riposo ma anche di lavoro lontano da occhi indiscreti. Il castello, al termine di un viale orlato di cipressi e circondato da giardini all'italiana, è oggi un elegante relais con ristorante, immerso nel silenzio dei vigneti tra i borghi di Castelnuovo dell'Abate e Monte Amiata Scalo, a un paio di chilometri dall'abbazia di Sant'Antimo, un gioiello dell'arte romanica. Conta ventitre eleganti suites arredate con pezzi di antiquariato di grande pregio artigianale, sala degustazione, cappella gentilizia, biblioteca e piscina affacciata su un paesaggio da cartolina toscana. Il progetto è stato curato dall'architetto Alberto Durante. Poi realizzato dallo stesso Luigi Piermartini, imprenditore edile romano di origine viterbese, che nel 1997 acquistò l'immobile e i terreni intorno da Eugenio Buontempo, imprenditore napoletano di successo negli anni Ottanta, quando rilevò la flotta Lauro, prima di passare guai giudiziari allorché il suo nome fu collegato a quello del boss Carmine Alfieri. Buontempo aveva a sua volta acquistato l'azienda, che da decenni versava in stato di abbandono, dall'Istituto di pubblica assistenza e beneficenza al quale l'aveva lasciato in eredità l'ultimo proprietario che vi aveva abitato, il nobile avvocato Giuseppe Rossini Martelli, scomparso negli anni Cinquanta. Anni difficili per Montalcino, quando ancora il successo del Brunello era là da venire. Oggi invece la zona è tra le più ambìte d'Italia, grazie al mito e alla redditività del grande vino rosso e alla qualità della vita di un'area che anche l'Ocse ha individuato come modello di distretto rurale. I prezzi di immobili e terreni sono oggi alle stelle, ormai alla portata solo dei neovicini del presidente del consiglio. Tra questi lo scultore Sandro Chia, gli industriali farmaceutici Angelini, il conte Gelasio Gaetani Lovatelli.

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