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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

L'intervista a Patrizio Bertelli: «Luna Rossa è in gran forma ma quanta pressione ...» Sarà perché le regate non sono ancora cominciate, perché u' superstizioso barone Francesco (de Angelis) non ha sbagliato nessuna partenza, perché il brasiliano plurimedagliato Torben (Grael) non ha azzardato tattiche suicide, perché non c'è il troppo sorridente (ed irridente) 'Baffo' Cayard a stuzzicarlo e a lanciargli gatti neri di là dalla staccionata, o perché c'è invece qui il vivacissimo figlioletto Giulio (12 anni) a distrarlo sul nuovo e bianco Ulisse che fa bella mostra di sé nel Viaduct Basin…(il vecchio Ulisse, rimasto a Punta Ala, però aveva più fascino), ma il Patrizio Bertelli visto in questi giorni ad Auckland sembra un'altra persona, rilassato, affabile, per niente aggressivo anche se il suo linguaggio è sempre diretto, privo di fronzoli e ipocrisie, da maledetto toscano. Invece della solita camicia d'ordinanza, quella bianca, ieri — tutto fiero d'esser pure dimagrito — ne indossava una celeste. E minimizzava con noi giornalisti (razza poco stimata: «Se scrivete delle stupidaggini la gente se le ricorda…») anche la mitica Coppa: «Ha assunto una dimensione mediatica esagerata dopo troppi anni di scarsa considerazione». Di ogni giornalista, 3 anni dopo, ricorda però quel che ha scritto, nemmeno avesse tenuto sul comodino montagne d'articoli. «Scrivesti 3 anni fa di tifosi inviperiti perché orfani di gadget di Luna Rossa, e noi che li avevamo regalati tutti, quest'anno li regaleremo ancora ma ne metteremo anche un po' in vendita, in un angolo piccolo piccolo, un due metri per tre…così se la gente farà la fila potrete scrivere che abbiamo studiato l'effetto coda!». Chissà, verrà anche il tempo degli urli, delle scenate, ma intanto ci si gode la sua genuinità sulle cose più semplici. Come quando si appassiona sulla bontà della pasta non industrializzata d'una volta, «la pasta asciugata a Napoli, con quell'acqua di matrice vulcanica…nessun filtro al cloro; ecco perché a Napoli c'è il miglior caffè del mondo», quando magnifica il vino dell'amico Antonio Moretti, il Vigna di Pallino «Zona del Borro, la stessa del duca Amedeo, dei Ferragamo. Mi ha mandato 3.000 bottiglie, certo migliori del vino che faccio io». Perfino umile, insomma. Un anno difficile, il 2001, e non solo per i riflessi economici dell'11 settembre che sembrano averlo addolcito. E' il primo ad ammettere «troppa aspettativa e pressione su Luna Rossa. Ci mette a disagio accorgerci che per la gente noi dovremmo almeno raggiungere di nuovo la finale ...

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