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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Viva il caldo, sarà una vendemmia da record ... Che vini ci darà la vendemmia di quest'anno? E l'annata? Sarà un millesimo da ricordare o da dimenticare? È vero. La vendemmia è appena iniziata. E in molte zone del nostro Paese deve ancora incominciare. Ergo, tracciare un bilancio qualitativo definitivo sull'annata enoica in corso, è prematuro. Detto questo, seppur segnata da caldo e siccità (protagonisti indiscussi dell'estate agraria 2003), questa annata si preannuncia davvero buona. E facendo gli scongiuri, qualora 'il cielo' nelle prossime settimane non dovesse riservare ai vignaioli tristi sorprese (una per tutte, la grandine), per alcune zone, addirittura, potrà essere un millesimo da ricordare. «L'anno scorso - dice Mario Consorte, presidente degli enologi italiani - la pioggia aveva caratterizzato la produzione di un millesimo che, ahinoi, non è stato certo dei migliori. «E' la rivincita» Quest'anno si è partiti alla grande con un buon inverno - al sud, per esempio, le piogge hanno ridato vigore alle viti che si sono presentate a primavera in ottime condizioni - la primavera e l'inizio dell'estate sono state positive scongiurando la possibilità dell'insorgere di malattie, poi ci si è trovati a fronteggiare la siccità, una situazione che ha spaccato l'Italia enoica in due, offrendo un quadro qualitativo a macchia di leopardo. Nel complesso, però, l'annata si preannuncia davvero interessante». Dello stesso parere Donato Lanati, wine maker tra i più famosi del nostro paese. «È la rivincita della viticultura di qualità», afferma deciso. «Dove ci sono zone vocate - prosegue Lanati - quest'anno non ci sarà alcun problema e non mancheranno i grandi vini, ricordando che i grandi vini sono il frutto di vitigni e territorio, ma soprattutto della capacità dell'uomo di saper cogliere il momento giusto della raccolta». Raccolta, appunto, che quest'anno, è anticipata di circa quindici giorni. I vini che avranno più chance di successo? «Questo sarà l'anno - conclude Lanati - dei grandi vini da invecchiamento, ovvero di sangiovese e nebbiolo in primis, di quel Magliocco che è gloria enoica di Calabria, del Greco di Bianco, ma soprattutto dell'Albana». Provocatoria la posizione di Paolo Massobrio, presidente dei Club di Papillon. «Alta concentrazione» «Quella di quest'anno - sottolinea - è finalmente una vendemmia del Padreterno. Anche quanti credono più nella tecnologia che alla natura, saranno costretti a non ricorrere a strumenti come i concentratori e a darci vini frutto solo di quel sole e di quel caldo che non son certo Le regioni regine, ovvero Toscana e Piemonte? «È un'annata 'ecologica' - afferma Giovanni Minetti, presidente del Consorzio del Barolo - la maturazione procede regolarmente, non son stati fatti trattamenti, il millesimo si preannuncia grande». Sulla stessa lunghezza d'onda Attilio Pagli, affermato enologo toscano, che prevede «ottime performance di sangiovese e cabernet sauvignon e cabernet franc, con produzioni di quantità inferiori, ma di qualità, e con vini di grande concentrazione e struttura».

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